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La ricetta della felicità

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Articolo pubblicato il 03/10/2017 alle ore 10:44.
La ricetta della felicità 2
La ricetta della felicità

"Perchè mangi il pesce?", il ragazzo rispose "io amo il pesce". "Se tu lo amassi veramente, non lo avresti pescato, ucciso e cucinato. Tu ami te stesso e mangiando il pesce soddisfi un tuo bisogno" rispose il saggio.

Cito queste parole dal discorso di un illustre rabbino, che vanno ben oltre l'argomento della felicità ed aprono profonde riflessioni sul significato dell'amore. Ma il nesso con la felicità c'è sempre e solo se non si trasfigurano questi sentimenti in complicate deturpazioni emozionali.

Molti mental coach che imperano in questi anni difficili insegnano a visualizzare una stanza una volta al giorno dove vivere il nostro film, dove immaginare la vita che vorremmo.

Difficile non dire che tutto sommato dei sogni ci hanno privati, di conseguenza anche della felicità. Non dimentichiamo comunque che da quando esistiamo, noi Uomini facciamo Arte, quindi proiettiamo i nostri sentimenti, la nostra anima  ed il nostro cuore al difuori.

Ma perchè? Perchè aldifuori di noi? Come se i sentimenti non ci appartenessero, come se non potessimo essere felici se non vedendo la rappresentazione della felicità stessa.

Ma per fortuna in nostro aiuto sono arrivati i TROLLS; ci voleva un cartoon come del resto è sempre accaduto, per illuminarci la via. Figure allegre e pacate, persegiutate dai cattivi Bergen, personaggi grigio-verdognoli che non conoscendo la felicità devono nutrirsi dei trolls per provarne l'ebrezza.

Il cartoon è un sussegiursi di balli, canti, esaltati da colori vivacissimi, frequentisismi gli abbracci, ed il messaggio che ne emerge con estrema leggerezza è che non è "fagocitando" qualcuno che si diventa felici, la felicità è in ognuno di noi, basta solo "ascoltarla" e condividerla nei modi e con le persone che possano risvegliarla.

Ci hanno abituato a guradare attorno, a sbirciare la vita degli altri, a nutrirci dei presunti "successi" degli altri, non accorgendoci che abbiamo smarrito noi stessi, mettendoci alle dipendenze degli altri.

Ma insomma la vita è di ognuno di noi! Ripartiamo da piccoli progetti quotidiani, realizziamoli, ne saremo gratificati; poi da picocli proponimenti alziamo la nostra asticella e passiamo a qualche cosa di più impegnativo... ce la faremo. Alleniamoci a realizzare i nostri progetti, e poi quando giungeremo alla piena consapevolezza di noi stessi... perchè non inseguire un sogno? Torniamo a SOGNARE.

Chi ce lo impedice?

Credo sia la migliore ricetta della felicità.

RIVOGLIO IL PRINCIPE AZZURRO!

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