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La comunità Lgbt e il diritto a un legame affettivo

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Articolo pubblicato il 23/02/2015 alle ore 10:26.
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La comunità Lgbt e il diritto a un legame affettivo
Il 5 febbraio 2015 al liceo Scientifico Vercelli di Asti, come anche in altri licei in date diverse, si è tenuta un'interessante conferenza intitolata LGBT (lesbian, gay, bisexual, transgender), sigla utilizzata dal 1990, durante la quale Patrizio Onori, omosessuale accasato, ed Oriella Bolla, madre di un ragazzo omosessuale, hanno esposto e spiegato i diritti LGBT e l'alfabeto LGBT. Nell esplicare i primi, si è fatto riferimento al diritto dell'ufficializzazione di un legame affettivo, il matrimonio, e a come l'opposizione a tale diritto si avvalga di motivazioni quali “non è naturale” o “non è nomale”. Patrizio ha efficaciemente smentito tale credenza con una semplice domanda: “In natura quante specie di animali con tendenze omosessuali pensate ci siano?”

Lascio a voi l'ardua ricerca. Nella costituzione italiana il diritto al matrimonio viene così esplicato: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità famigliare.”... Provate ad indovinare quale parola chiave usano gli oppositori? Oh, fermi! Trovata. A questo punto direi che chi si dichiara contrario dovrebbe cercare argomentazioni un poco più convincenti. Per quanto riguarda l'alfabeto LGBT, Oriella ha spiegato le differenti terminologie, tra cui “identità di genere”, “orientamento sessuale”, “transgender”, “transessuale”, “coming out”, “outing” e via dicendo. Ovviamente non vi priverei mai del divertimento di cercare per conto vostro i vari significati e di interessarvi genuinamente alla faccenda.

In seguito Oriella ha raccontato della sua esperienza come genitore di un ragazzo omosessuale, lasciando intendere che, per quanto si credesse di mentalità aperta, la rivelazione di suo figlio è stata comunque uno shock. Lo ha evidentemente superato e accettato, dando prova della sua convinzione facendo ora parte del A.GE.D.O (Associazione di genitori parenti e amici di persone omosessuali). Sono stata colpita dalla sagacia dimostrata dal figlio quando, come racconta Oriella, alla classica domanda “Ma chi è la donna?”, il ragazzo ha risposto “Mamma, se vai a cena in un ristorante cinese, e ti danno le bacchette, tu non chiedere qual è la forchetta”. Si, lo ammetto, sono estasiata. Patrizio invece ha raccontato la storia che viene dall'altra parte del dilemma: il ragazzo che decide di fare coming out. “Quando ho deciso di rivelarlo a tutti – racconta – sono stato piacevolmente sorpreso dall'aperto appoggio dei miei compagni, ma ho poi scoperto che i miei amici gay sono stati coloro che si sono allontanati da me, poiché stare con me a quel punto sarebbe equivalso ad esporsi. Pensate che perversione di pensiero”.

Federica Giaccone

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