Scuola media Brofferio - Martiri

La bisnonna, i tedeschi e gli gnocchi

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Articolo pubblicato il 22/03/2017 alle ore 11:21.
La bisnonna, i tedeschi e gli gnocchi 2
La bisnonna, i tedeschi e gli gnocchi

Mia sorella ed io abbiamo sempre amato sentire storie sull’infanzia dei nostri nonni e dei nostri bisnonni; loro si mettono vicino a noi ed iniziano a raccontare…
Una di queste storie però mi ha incuriosito più delle altre, il racconto di un fatto avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale.
La mia bisnonna viveva in una casa ad Agliano, un paese vicino ad Asti, insieme a 4 sorelle e 2 fratelli; lei aveva solamente 22 anni, la sorella più piccina 8 anni.
I suoi fratelli già maggiorenni erano scappati dalla guerra, si erano uniti ai partigiani e si nascondevano nelle campagne, dentro dei casotti sparsi tra le vigne. Delle donne, tra cui la mia bisnonna, di nome Luigina, con le loro biciclette facevano da postine e portavano cibo ai partigiani.
Luigina fu fermata diverse volte dai tedeschi per essere interrogata, ma una volta la riaccompagnarono a casa. Quel giorno a casa c’erano i suoi due fratelli e un ex comandante dell’esercito, se i tedeschi li avessero trovati sarebbero stati dolori.

Per fortuna, si resero conto in tempo del pericolo e vedendo arrivare i tedeschi, veloci come la luce, si nascosero all’interno della cascina, in un buco nella paglia, rimanendo lì, con il cuore in gola, per circa 3 ore.
Appena entrati in casa i tedeschi decisero di autoinvitarsi a pranzo, c’erano però solo delle patate e un po’ di sugo che cuoceva lento sulla stufa. Le 5 sorelle si misero a pelare patate come forsennate, con la paura che perlustrassero l’abitazione o che la sorellina si facesse scappare qualcosa di troppo.
Per fortuna tutto è andato per il meglio, una volta finito di mangiare i tedeschi se ne andarono via soddisfatti con gli gnocchi nella pancia.
Ovviamente la mia bisnonna raccontava a noi piccoline questi momenti, anche se malvolentieri, in modo spiritoso, togliendo i fatti più impressionanti e solo adesso capisco la gravità e la paura che devono aver provato in quel periodo storico.

Brusco Beatrice 2°E

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