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Io critico d'arte: omaggio a la "Femme"

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Articolo pubblicato il 04/03/2016 alle ore 09:53.
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La “Femme" del pittore Giacomo Grosso
L’opera la “Femme” è un quadro di Giacomo Grosso, un pittore italiano nato a Cambiano, vicino a Torino, nel 1860. La “Femme” è conservata all’interno del Salone Nobile di Palazzo Mazzetti ad Asti, dove, ogni anno, si allestiscono mostre di notevole importanza.
L’opera è stata eseguita nel 1895, durante l’età moderna, un periodo di grandi trasformazioni sociali, politiche, culturali ed economiche che hanno portato alla proclamazione del Regno d’Italia, alla Seconda Rivoluzione Industriale, fino ad arrivare al periodo della Belle Epoque.
Il dipinto, realizzato con olio su tela, è di grandi dimensioni e rappresenta una donna benestante come si può dedurre dall’abbigliamento e dall’arredamento della stanza dove è seduta.Osservando il quadro, l’occhio cade subito sul sontuoso abito bianco con sfumature grigio-perla, abbellito da fiori con una gamma di colori pastello che rendono il tutto ancora più elegante e sofisticato.L’abito ha uno scollo orizzontale che arriva sotto alle spalle, dove, alla cui estremità si rigonfiano delle maniche arricchite da morbide pieghe.

La “Femme” indossa dei guanti lunghi dello stesso colore dell’abito e nella mano destra tiene un ventaglio bianco da cui scivola, verso il basso, un leggero tessuto in tulle.
Al primo sguardo potrebbe sembrare una sposa, ma le manca il velo e l’anello nuziale e quindi fa pensare ad una dama dell'alta società.
L’acconciatura è semplice, caratterizzata da capelli corti e scuri, molto voluminosi; l’espressione è rilassata e felice.
La “Femme” possiede una fisicità formosa, con fianchi larghi e un seno prosperoso.
Il pavimento sembra rivestito dalla moquette, che suggerisce un'idea di morbidezza. Ai piedi della signora sono sparse delle rose di color rosa confetto, tendente al pesca chiaro con punti di luce bianca.
La Femme è seduta su un divanetto che presenta un tessuto fantasia. Ha una postura dritta ed elegante come una ballerina di danza classica.

Il divano chiaro, è ornato all’estremità da alcune decorazioni color oro, dello stesso colore sono fatti anche i piedi che richiamano la linea morbida dello stile Liberty.
Attira l'attenzione il contrasto tra la forma rettangolare orizzontale del divanetto e quella verticale del corpo che separano lo spazio anteriore del pavimento da quello posteriore dominato dal tronco di un albero.
L'occhio dell'osservatore, concentrandosi sull'asse di simmetria, che divide lo spazio in due parti uguali, riceve un'impressione di ordine ed armonia.

Le forme suggeriscono un senso di immobilità ma i tasselli delle pennellate colorate generano superfici dinamiche. Vibrano ovunque giochi di luci che danno la sensazione di espandersi, di diffondersi nella stanza. Sullo sfondo, la parete è caratterizzata da un colore chiaro marmorizzato che, grazie alla luce, diventa quasi argentata. Al centro, dietro alla testa, la striscia verticale dell'albero è di color oro, composta da tante pennellate distribuite una sopra all’altra, una vicina all’altra, in modo irregolare, tanto da sembrare una composizione di coriandoli gialli.
Il quadro presenta pochi elementi disposti nello spazio, ma tutti, piccoli e grandi, vicini e lontani, hanno la loro importanza perché la distanza che c'è tra uno e l'altro determina la percezione della profondità e della tridimensionalità.
La bellezza del quadro è data, soprattutto, dal fatto che Giacomo Grosso è riuscito a creare una certa freschezza nella scena grazie ad un utilizzo libero dei colori. Autentico protagonista dell' opera è il potere che la pittura ha di rappresentare  la qualità della dinamica della luce e dell'atmosfera, capace di dare vita anche a qualcosa di così pietrificato come l'imponente donna.

Klea Metaliu
Classe III E

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