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Intercultura, un modo per aprire la mente

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Articolo pubblicato il 31/05/2017 alle ore 09:03.
Intercultura, un modo per aprire la mente 2
Intercultura, un modo per aprire la mente

Viaggiare è il sogno di ogni adolescente.

Ma un conto è viaggiare, visitare un paese, un conto è integrarsi, diventare parte di quella realtà. L’integrazione che porta ad acquisire una mentalità più aperta, ad “allargare i propri orizzonti”. “Paese che vai, usanza che trovi”, certo, ma il vero scopo di un’esperienza, come quella che ogni anno Intercultura regala a studenti di tutto il mondo, è proprio quello di “diventare un tutt’uno” con la realtà in cui si viene ospitati.

E’ vero, l’idea di trovarsi in una nazione dove non si è mai stati prima, dove non si parla la lingua o della quale si ignorano le usanze e le abitudini spaventa non poco, ma se si guarda la cosa anche da un’altra angolazione, ovvero come un’opportunità non solo per sfidare se stessi ma anche per arricchirsi interiormente, tutto assume un aspetto differente.

E la testimonianza di Jonas Schäfer vuole proprio comunicarci questo.

Jonas, 17 anni, tedesco, studente con Intercultura al quarto anno dell’istituto linguistico “Monti”, da circa otto mesi è “diventato italiano”.

Partito dal suo liceo in Germania, fin da subito si è integrato nel nuovo ambiente, ha stretto amicizia con i suoi nuovi compagni tanto da sentirsi “Ein neues Jonas”, “un nuovo Jonas”, e sicuramente la sua vicenda ha molto da trasmetterci.

Un nuovo Jonas, perché? Perché quando dicono che un’avventura del genere ti cambia dentro, fidatevi, è vero.

Ci penso ogni giorno quando prendo il bus per andare a scuola, quando chiacchiero con i compagni e mi confronto con i professori, soprattutto con Frau Tellmann (in foto con Jonas), l’insegnante madrelingua di tedesco.

Quando sono partito dalla mia città ero insicuro e timoroso, lo ammetto, non avevo la minima idea dell’ambiente in cui mi sarei trovato.

Ma adesso sono assolutamente contento di quest’avventura, mi ha davvero reso un’altra persona.

Qual è stato il momento più soddisfacente della tua esperienza? Sicuramente quando ho cominciato a prendere confidenza con la lingua italiana e pian piano ho imparato a padroneggiarla con più sicurezza, i professori, gli amici, ma soprattutto Frau Tellmann mi hanno aiutato tantissimo ad approcciarmi a questa lingua.

Pensa che prima di partire non ne conoscevo nemmeno una parola!

Immagina di avere un “bagaglio” che grazie a quest’esperienza hai potuto arricchire. Cosa metteresti al suo interno? La fiducia in me stesso, l’apertura mentale, la curiosità, la voglia di confrontarmi con gli altri ma più di tutto la maturità che quest’opportunità mi ha permesso di raggiungere.

E’ stata un’esperienza che consiglio di fare!

Arianna Zanin, 18 anni

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