4 spassi insieme

Indagine dell'Unicef
sui Paesi "per bimbi"

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Articolo pubblicato il 30/05/2013 alle ore 14:59.
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Il benessere dei bambini nei Paesi Bassi
Quali sono i Paesi dove i bambini vivono meglio? A dirlo è un'interessante indagine svolta dall'Unicef e recentemente pubblica on line sul sito unicef-irc.org. "Il benessere dei bambini nei paesi ricchi" è un quadro comparativo tra 29 economie avanzate del mondo che cerca non solo di identificare i Paesi dove i bambini vivono nelle migliori condizioni possibili ma anche ciò che pensano del proprio benessere e cosa i Paesi hanno fatto negli ultimi 10 anni per migliorare lo stile di vita, educativo e di salute dei piccoli cittadini.

Lo stato europeo in cui i bimbi vivono meglio sono i Paesi Bassi. A seguire ci sono la Norvegia, l'Islanda, la Finlandia, la Svezia, la Germania, il Lussemburgo, la Svizzera, il Belgio e l'Irlanda. Praticamente buona parte dei Paesi nordici, già esempio da seguire per quanto riguarda la parità tra i sessi anche in caso di congedo dopo una maternità, sono i Paesi meglio strutturati dove far nascere, crescere e educare un bambino. Sempre secondo i dati dell'Unicef l'Italia si trova al 22° posto di questa classifica, posizione di cui c'è poco da essere fieri. Davanti all'Italia ci sono la Polonia, la Repubblica Ceca, il Regno Unito e il Portogallo mentre fanalino di coda è la Romania.

Leggendo l'indagine dell'Unicef emergono tutti i dati che sono stati messi insieme per fare un quadro completo dello stato di salute delle nazioni rispetto alle politiche in favore dell'infanzia. Analizzando il tasso di povertà infantile relativa emerge che in Finlandia è inferiore del 5% mentre è compreso tra 5 e 10% in tutti gli altri Paesi fino al 15° posto. In Italia il tasso di povertà si assesta tra 15 e 20%, un dato significativamente preoccupante. Una parte dell'indagine riguarda la salute e la sicurezza dei bambini. I ricercatori si sono basati principalmente su 3 fattori: salute al momento della nascita, servizi sanitari di prevenzione, mortalità infantile e giovanile. Anche in questo caso i Paesi nordici si trovano in cima alla classifica con Islanda, Svezia, Finlandia mentre l'Italia si trova in 17° posizione, dopo il Regno Unito ma prima di Polonia e Grecia.

C'è poi il benessere nel sistema scolastico che vede il nostro Paese in una posizione decisamente disastrosa rispetto agli altri coinvolti nella ricerca dell'Unicef. Siamo al 25° posto su 29, una situazione dettata dall'analisi della partecipazione alla scuola dell'infanzia, della partecipazione a forme di istruzione superiore e del tasso di "neet", giovani tra i 15 e i 19 anni che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione. A ciò si aggiunge la media dei risultati nei test PISA di lettura, matematica e scienze. L'Italia non si posiziona male per quanto riguarda il tasso di iscrizione alla scuola dell'infanzia (siamo al 6° posto dietro Francia, Paesi Bassi, Spagna, Belgio e Danimarca) ma quando si tratta di partecipazione a forme di istruzione superiore precipitiamo addirittura al 22° posto per non parlare del tasso "neet" che ci fa sprofondare in 27° posizione con un +10%. Purtroppo gli studenti italiani delle superiori, i 15enni, hanno un rendimento scolastico molto basso rispetto agli altri Paesi europei. Se la Finlandia è la nazione con il più alto rendimento scolastico del mondo (stacca addirittura il Canada di almeno 20 punti) l'Italia si ferma alla 24° posizione, dopo la Lettonia.

Ci sono poi i comportamenti a rischio che identificano il Paese dove i bambini fanno una vita più sana per alimentazione ed esercizio fisico, dove non si fanno uso di droghe o alcolici e dove sono minori i casi di bullismo o scontri fisici. Anche in questo caso i Paesi Bassi, complessivamente, sono il posto migliore dove far crescere dei bambini seguiti da Danimarca, Islanda, Norvegia, Svezia. L'Italia si ferma in 10° posizione, questa volta meglio della Finlandia. Sfortunatamente, analizzando i singoli grafici, emergono criticità non secondarie. Osservando i giovani di 11, 13 e 15 anni in sovrappeso l'Italia scopre di essere un Paese a rischio di obesità (24° posto) e di essere addirittura all'ultimo posto, il 29°, per quanto riguarda l'esercizio fisico quotidiano che i bambini dovrebbero svolgere per stare in salute.

* i dati sono stati estratti dall'indagine del Centro di Ricerca dell'Unicef (2013). "Il benessere dei bambini nei paesi ricchi. Un quadro comparativo". Report Card 11, Centro di Ricerca dell'Unicef, Firenze.

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