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In un video l’attentato al Busters Coffee

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Articolo pubblicato il 12/01/2018 alle ore 20:34.
In un video l’attentato al Busters Coffee 3
Gli inquirenti spiegano i dettagli dell'indagine

Sono due astigiani, di 32 e 35 anni, le persone poste agli arresti domiciliari, su disposizione del Gip del Tribunale di Asti, dalla Squadra mobile della polizia, insieme agli agenti della polizia municipale, per il grave episodio di danneggiamento al Busters Coffee del 29 dicembre 2016. Tre bombe carte furono fatte esplodere nella notte, danneggiando in modo grave le vetrate del locale di piazza San Secondo (danni fino al bancone interno), con grave rischio per chi si fosse eventualmente trovato a passare in quei momenti. Si tratta di  Christian Finocchiaro, di 35 anni, e Andrea Monacò, 32, entrambi residenti ad Asti, incensurati.

Sono ritenuti dagli inquirenti, rispettivamente, il mandante e l’esecutore dell’esplosione. Le indagini furono attivate dalla polizia di Stato a seguito del primo intervento effettuato sul posto dalla polizia municipale, che sequestrò nell’immediatezza tre ordigni inesplosi e acquisì le immagini registrate in zona. «L’attività investigativa si è svolta in varie fasi in collaborazione con la polizia municipale di Asti – ha spiegato pochi minuti fa il Capo della Squadra mobile Loris Petrillo, con accanto l’ispettore superiore Mario Berardi e il comandante della polizia municipale Riccardo Saracco – Si è escluso il movente per estorsione: l’episodio è da ricollegarsi a dissidi personali tra il mandante e il titolare, che avrebbe incaricato il Monacò di commettere il fatto».

 

L’attenta analisi delle immagini, a partire dalla stessa telecamera del Busters Coffee, ma anche di altre private della zona, e strumenti di natura tecnica, con il fondamentale contributo della polizia scientifica, avrebbero portato ad identificare Monacò, che sarebbe inizialmente stato riconosciuto anche da un agente della polizia municipale. «La successiva attività di analisi e confronto e le successive testimonianze e riscontri su possibili casi di contrasto tra il titolare dell’azienda e soggetti che gravitano nella sua sfera relazionale, consentivano di raccogliere indizi nei confronti di Finocchiaro quale “mandante”», ha sottolineato il commissario capo Petrillo. Il pm Delia Boschetto ha quindi chiesto al Gip Marco Dovesi l’applicazione della misura cautelare personale degli arresti domiciliari per entrambi gli indagati.

«La richiesta è stata accolta con l’emanazione del provvedimento restrittivo che, oltre ad evidenziare la gravità dei fatti, connaturati all’impiego di materiale esplodente, testualmente assimilabile ad armi da guerra – evidenzia la Questura - condivideva pienamente le risultanze investigative sull’identificazione dell’autore del fatto, prodotte dalla Polizia di Stato». All'interrogatorio di garanzia di questa mattina, venerdì, Monacò avrebbe confermato i fatti; si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere Finocchiaro.

Marta Martiner Testa

Tags: asti,arresti,busters coffee asti

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