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Il polentone di Bubbio prende 9 e punta a diventare De.Co.

Ospite d’onore della manifestazione Paolo Massobrio intervenuto per ritirare il riconoscimento attribuitogli dal Comune, il «Paiolo»

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Articolo pubblicato il 10/04/2016 alle ore 07:50.
I cuochi durante lo "scodellamento" del polentone di Bubbio
I cuochi durante lo "scodellamento" del polentone di Bubbio

Quasi il massimo punteggio per la polenta di Bubbio, che domenica scorsa ha passato l’esame del fine palato di Paolo Massobrio. Il critico gastronomico di fama nazionale e fondatore del Club per buongustai “Il Papillon” ha infatti espresso il suo giudizio sul piatto cucinato a mano dai cuochi della Pro Loco di Bubbio: un bel 9 su 10. Quasi il massimo dunque per il principe della cucina langarola, che lo scorso fine settimana in occasione della 97°edizione del Polentone è stato servito accompagnato dalla tipica frittata con cipolle con sugo di salsiccia. Una prelibatezza per le migliaia di visitatori accorsi.

La festa come sempre è stata un successo nonostante le previsioni avverse del meteo e tanti giovani sono arrivati già dal sabato sera in occasione della «Notte Magica», con un’ambientazione medioevale per le caratteristiche vie del centro all’insegna della degustazione enogastronomica. La domenica, invece, la festa è iniziata già dal mattino con la fiera dei prodotti tipici locali, le bancarelle e le sfilate con figuranti in costume storico mentre i cuochi amalgamavano in un grande paiolo i 6 quintali di farina di grano duro rigorosamente «otto file» ogm free. Come accennato, l’ospite d’onore della manifestazione è stato Paolo Massobrio intervenuto per ritirare il riconoscimento attribuitogli dal Comune, il «Paiolo», ma anche in veste di critico affermato, per tenere a battesimo il percorso di avvicinamento di questo squisito prodotto alla denominazione comunale De.Co.

«Il Polentone non è solo una festa – ha esordito Massobrio, al momento di ricevere dal sindaco Stefano Reggio la miniatura del paiolo di rame – ma è anche un momento di aggregazione e di identità per un’intera comunità che rivive le proprie tradizioni e i propri valori. Per questa ragione, sono qui a consigliarvi che non solo la polenta ma la festa stessa, nell’insieme dei suoi riti e delle sue memorie, diventi una De.Co. a memoria di come una comunità, a cavallo di due secoli, vive la propria identità e la tramanda nonostante la dispersione di questi tempi moderni e la globalizzazione». Un’idea accolta e condivisa dal sindaco Reggio e dal Presidente della Pro loco Luigi Cirio. In attesa dello scodellamento, sul piazzale si sono esibiti gli sbandieratori del gruppo di San Damiano, quelli del gruppo dell’«ASTA» del Palio di Asti e i giovani tamburini dell’Assedio di Canelli.

Lucia Pignari

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