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Il museo dei fossili guarda ai mecenati

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Articolo pubblicato il 16/09/2016 alle ore 06:30.
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Il museo dei fossili guarda ai mecenati

Ad Asti sono stati compiuti i primi passi nel campo dell’Art Bonus, un insieme di incentivi fiscali in favore, soprattutto, di fondazioni bancarie, ma anche privati, enti o società che decidono di erogare donazioni per sostenere la cultura e lo spettacolo. Per i mecenati è previsto un credito d’imposta, pari al 65% dell’erogazione, detraibile in 3 anni.
Riconosciuti dall’Art Bonus contributi a favore della manutenzione, restauro, protezione di beni culturali pubblici, sostegno agli istituti della cultura gestiti dal pubblico (in primis i musei) e restauro o potenziamento di enti e istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono attività esclusiva nel mondo dello spettacolo.

Ma una parte fondamentale dei progetti Art Bonus è data dalla comunicazione e supporto alla gestione di questi siti che possono essere, oltre che musei, archivi, biblioteche, anche complessi monumentali e siti archeologici.

L’Astigiano potrebbe trovare appetibile, al di là del finanziamento sulle ristrutturazioni degli immobili, proprio la partita della comunicazione in termini di promozione del proprio patrimonio artistico e museale così da sostenere il cambio di vocazione del territorio, da ex industriale a turistico. Un tema di grande attualità durante il settembre astigiano che, già da solo, richiama migliaia di turisti tra il capoluogo e le colline Unesco.

Sul sito di Art Bonus (artbonus.gov.it) è possibile seguire gli aggiornamenti dei progetti finanziabili e le relative donazioni. Asti, dai primi giorni di agosto, vanta tre progetti, quasi tutti riconducibili all'espansione e valorizzazione del Parco Paleontologico e Museo dei Fossili con sede principale al Michelerio.

Tre i filoni individuati per cercare finanziamenti ci sono: attività didattiche, compresa l’apertura di una nuova sala (costo previsto 70.000 euro); il completamento strutturale dell'ex chiesa del Gesù (2.600.000 euro), recupero e allestimento affreschi di Salvatore Bianchi e Giancarlo Aliberti nello stesso spazio (550.000); un giardino paleontologico (120.000); costituzione del “Centro museale dei cetacei fossili piemontesi” (280.000), risistemazione, secondo la procedura sul deposito temporaneo, delle collezioni non esposte (80.000).

Ma, in data 14 settembre, i progetti cittadini non avrebbero ancora avuto alcuna donazione (o comunque non ce n’è traccia sul sito). Gianfranco Miroglio, presidente del Distretto Paleontologico, aveva lanciato l’appello ai mecenati astigiani affinché collaborino alla buona riuscita dell’Art Bonus e, una volta terminati i lavori, tutto il polo museale astigiano potrebbe vantare un sito culturale di primo piano a livello europeo.

Il pericolo maggiore, a detta degli esperti del settore, resta però il non coordinamento degli interventi che, prima di essere inseriti sul sito di Art Bonus, dovrebbero aver dalla loro già un esplicito interesse da parte dei futuri finanziatori. Privati, sì, ma le grandi partite in questo campo non possono che giocarle le Fondazioni bancarie e le banche dei territori, come avvenuto a Torino dove il Museo Egizio ha recuperato 15,3 milioni di euro dalla Compagnia San Paolo e 5 milioni dalla Fondazione CRT. Anche la Regione Piemonte ha detto di voler guardare all’Art Bonus come uno strumento di ausilio importante, così come lo considera strategico l’amministrazione comunale di Brignolo.

Quindi la partita è aperta su più fronti: ora, per citare su un tema caro all’Astigiano, non resta che vendemmiare puntando ad una concreta partecipazione di finanziatori.

Riccardo Santagati

Tags: asti,Museo Paleontologico,art bonus

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