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Il Cortile dei dubbiosi cerca un nuovo Umanesimo

A confronto l'amministratore pubblico Silvia Benotti, l'attrice e regista Patrizia Camatel, la ricercatrice Marica D'Orio e l'architetto Elisa Morando

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Articolo pubblicato il 30/04/2016 alle ore 04:30.
Il suggestivo Spazio San Giovanni recuperato alle spalle della Cattedrale
Il suggestivo Spazio San Giovanni recuperato alle spalle della Cattedrale

Un “nuovo umanesimo” in risposta alle tensioni sociali della nostra epoca. Il Cortile dei dubbiosi si propone di riflettere su questa prospettiva, alla vigilia della sua quarta edizione in calendario questo pomeriggio, sabato, alle 17. «L’iniziativa era nata come momento di riflessione sulle tematiche religiose - spiega Michelino Musso, responsabile del Progetto Cultura della Diocesi - in un ideale confronto tra credenti e non credenti. Nel tempo l’appuntamento ha preso sostanza e quest’anno ci concentreremo sull’esigenza di vivere una nuova umanità, sondando esperienze di vita positive, che riescano a staccarci dal dubbio.»

La scelta di un'ambientazione laica, quest'anno lo Spazio San Giovanni, è stata voluta per favorire partecipazione e libertà di confronto. Alle 17 si comincerà con il primo atto del Cortile dei Dubbiosi, una tavola rotonda tutta al femminile moderata da Alessandra Ferraro, scrittrice e giornalista Rai della sede di Aosta. Si confronteranno Silvia Benotti, amministratore pubblico e delegata al convegno ecclesiale di Firenze 2015, Patrizia Camatel, attrice e regista, Marica D'Orio, ricercatrice di scienze sociali ed Elisa Morando architetto. Il “prologo” verrà affidato al coro del Liceo classico diretto da Nuccia Soglia e agli studenti del Cpia impegnati nella lettura di una loro ricerca. Nel secondo atto alcune attrici del gruppo teatrale del liceo classico reciteranno brani sul tema “Figure femminili segno di umanesimi antichi e moderni”. L'esodo sarà affidato ancora una volta al coro del classico.

Alle 21, dopo un rinfresco di intrattenimento e dialogo, la ricerca di un nuovo umanesimo si integrerà con la lezione recitata “La scoperta dell'antichità dell'uomo” indagando su cosa significa per ognuno di noi sapersi più antico: un modo per descrivere il rapporto di noi uomini e donne contemporanei con il passato e, in ultima analisi, con l’altro e gli altrove temporali e geografici. Il testo di Valentina Cabiale verrà interpretato da Marco Gobetti. La supervisione scientifica è di Piero Damarco (Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano), Daniele Ormezzano (Museo Regionale di Scienze Naturali) e Francesco Scalfari (Polo Universitario di Asti Studi Superiori). Lo spunto per riflettere sulla necessità di un “nuovo umanesimo” era nato a novembre, in occasione del Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze cui aveva partecipato anche Papa Francesco. «Non astratte sensazioni provvisorie dell’animo, ma elementi che rappresentano la calda forza interiore che ci rende capaci di vivere e di prendere decisioni», aveva detto il Pontefice.

Il Cortile dei Dubbiosi sarà dunque un originale percorso dell’azione responsabile “verso i fratelli e verso la storia”. «L’attualità, il vivere quotidiano, le grandi questioni sociali e morali - aggiungono gli organizzatori del “Cortile” - affrontate in un confronto laico che lascerà però spazio alle singole individualità, per far maturare ed emergere i valori cristiani capaci di illuminare il futuro. Un’occasione per porsi domande, dare risposte ma anche per mettere in discussione gli archetipi della nostra società senza paura di compiere l’esodo necessario a ogni autentico dialogo.»

Enrico Panirossi

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