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Il consiglio della psicologa: i tre aspetti ritenuti fondamentali

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Articolo pubblicato il 13/01/2015 alle ore 16:15.
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Il consiglio della psicologa: i tre aspetti ritenuti fondamentali
Rispetto ai 20 anni fa l'adozione è diventata un procedimento molto più complesso. Oggi i bambini dichiarati adottabili sono sempre più grandi, sia in Italia che all'estero, e quando questi entrano nella nuova famiglia portano con sé già un proprio vissuto e in certi casi una serie di problematiche piuttosto serie come il dolore per l'abbandono e il distacco dalla famiglia di origine oppure un passato di maltrattamenti, abusi. Purtroppo, sovente, gli aspiranti genitori hanno un'idea molto vaga ed edulcorata dell'adozione. I coniugi che decidano di intraprendere questo passo devono, invece, tenere conto di tre aspetti fondamentali perché l'adozione vada a buon fine e la famiglia si costituisca su pilastri solidi.

Innanzitutto, la relazione di coppia deve essere stabile e consolidata. Questo significa che moglie e marito giocano in squadra, mostrano di saper risolvere e gestire le situazioni insieme e in armonia. L'arrivo di un figlio è sempre un elemento destabilizzante, sia che si tratti di un figlio naturale o di uno adottato, e nel secondo caso in particolare è bene che i coniugi siano entrambi consapevoli e favorevoli all'adozione anche perché in seguito non sarà sufficiente la presenza di una sola figura genitoriale. Il bambino avrà bisogno del tempo e delle attenzioni di entrambi.

In secondo luogo la coppia deve dimostrare di aver voglia di esplorare, di conoscere il nuovo. Il bambino, che sia di origine straniera o italiana, sarà comunque diverso dalla coppia nei gusti, nei tratti somatici e nella cultura. La coppia deve mostrarsi aperta. Sicuramente chi non ha mai viaggiato o rifiuta le nuove esperienze con un atteggiamento di chiusura mentale difficilmente potrà essere considerato idoneo. Per questo sottoponiamo le coppie a un lungo percorso di verifica prima di concedere l'idoneità: oggi i bambini adottabili sono sempre più difficili, hanno comportamenti problematici ed occorre avere gli strumenti giusti per saperli accogliere.

Infine, occorre che le coppie mostrino una capacità di tollerare l'incertezza. Il percorso dell'adozione è lungo e tortuoso, sia in termini di tempi che di passaggi burocratici. Con la nuova normativa, in Italia sono frequenti i casi in cui il bambino che viene affidato a una coppia sia a rischio giuridico, ossia possa ancora rientrare nella famiglia di origine entro un certo termine. La coppia aspirante deve fare i conti con la possibilità di attendere anni prima di ottenere un bambino e sulla possibilità, una volta ottenuto l'abbinamento, di perderlo perché il piccolo è ritornato alla madre biologica. Spesso questo desiderio di accogliere e dare amore se viene frustrato rischia di compromettere la coppia. La genitorialità adottiva è più complessa rispetto a quella naturale ma gli specialisti dell'Asl, come psicologi, neuropsichiatri e assistenti sociali, sono sempre a disposizione delle famiglie per orientarle alla risoluzione del problema. Ci chiedono spesso quando sia opportuno dire al bambino che è stato adottato. Il nostro consiglio è quello di farlo il prima possibile, in un percorso di scoperta graduale e non di rivelazione in un unico momento.

Ornella Goria,
psicologa della Casa della Salute di Nizza Monferrato

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