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I nostri figli i più grassi d'Europa,
tra 12 anni un diabetico per famiglia

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Articolo pubblicato il 17/10/2012 alle ore 16:00.
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I nostri figli i più grassi d'Europa,tra 12 anni un diabetico per famiglia
Le relazioni esistenti fra obesità, diabete e una serie di altri problemi di salute sono stati al centro del convegno “Obesità e malattie metaboliche: non divieti ma scelte consapevoli per un nuovo stile di vita” organizzato dal Rotary club di Asti nel salone consiliare della Provincia. Negli Stati Uniti 2/3 della popolazione sono sovrappeso, mentre 1/3 è obeso: se questo dato appare quasi scontato, fa invece riflettere il fatto che anche nei paesi poveri il cambiamento degli stili alimentari provochi obesità. Al primo posto nel mondo per obesità sono gli USA, mentre in Europa il primato è detenuto dall’Inghilterra: in Italia ci sono fra gli adulti 4 milioni di obesi, mentre 16 milioni di persone sono in sovrappeso.

Il Piemonte è fra le regioni più virtuose, mentre le regioni del Sud stanno peggio; siamo però al 1° posto in Europa per obesità infantile, che causa in giovane età ipertensione, aumento di colesterolo, diabete di tipo 2, intolleranza al glucosio. Quali le cause? La dott.ssa Maria Luisa Amerio (direttore SOC Dietetica e Nutrizione Clinica Ospedale “Cardinal Massaia”) ha evidenziato che “si cucina sempre meno e si fa uso di cibi molto energetici e a basso costo. Sono aumentate le porzioni e si fa grande uso di bevande zuccherate; siamo alla ricerca di cibi esotici, spinti dalla pubblicità, ma non salutari. Raramente le cause dell’obesità sono collegate a disfunzioni, quasi sempre all’ambiente; l’aumento di peso aumenta il rischio di tumori al seno per le donne, ma per tutti cresce il rischio di tumori al pancreas, al colon, al rene, ecc... Bisogna modificare lo stile di vita, con più movimento e con un’alimentazione sana ed equilibrata.”

La dott.ssa Elena  Repetti, diabetologa del “Cardinal Massaia”, ha illustrato alcuni progetti finalizzati proprio all’educazione sanitaria dei pazienti; uno studio condotto dal primario di diabetologia, dott. Luigi Gentile, ha mostrato che non basta una visita medica a risolvere il problema. Il paziente deve essere seguito da diversi specialisti, ma soprattutto deve essere motivato a seguire questo schema: 0 sigarette, 5 pasti di frutta e verdura, 30 minuti di camminata veloce, tenere la mente sempre attiva. Il diabete è in rapidissima crescita e si calcola che nel 2025 in tutte le famiglie ci sarà un soggetto colpito, con rischi più elevati per le donne.

Infine, il dott. Andrea Pezzana (direttore SoSD Dietetica e Nutrizione clinica all’Ospedale “San Giovanni Bosco” di Torino) ha rimarcato il rischio dei cibi ad alto grado di trasformazione industriale, con troppo sodio, zucchero, aromi e conservanti. Attenti anche ai grassi vegetali, sovente costituiti da olio di cocco o di palmito, assai più dannosi del burro; si devono scegliere materie prime semplici e poco trattate, mangiare fibre e bere acqua al posto delle bibite gassate e dei succhi di frutta. Insomma, l’unico rimedio per tutelare la salute è convincersi ad una vita sana ed attiva, evitando gli eccessi alimentari, piacevoli al palato, ma disastrosi per tutto il resto.

Renato Romagnoli

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