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Giornata di sciopero degli infermieri
Garantiti i servizi d'emergenza

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Articolo pubblicato il 03/11/2014 alle ore 07:00.
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Stand informativo all'internpo dell'ospedale
Oggi, lunedì 3 novembre, gli infermieri astigiani incrociano le braccia per lo sciopero nazionale di 24 ore indetto dal Nursind, il sindacato delle Professioni Infermieristiche. Un'iniziativa alla quale aderiranno anche gli OSS e gli operatori del comparto e che inevitabilmente creerà qualche disagio all'utenza. Ad essere garantite saranno infatti le prestazioni d'emergenza e un livello minimo d'assistenza mentre saranno rinviati gli esami diagnostici, ematochimici, radiologici, le attività ambulatoriali, gli interventi chirurgici non urgenti e la prima assistenza ai pazienti autosufficienti.

Il motivo di questa protesta è presto spiegato: si contesta il blocco degli stipendi, delle assunzioni e del turn over (per Asti fermo dal 2010) che si traduce in un sovraccarico di lavoro, in un demansionamento degli incarichi e in ritmi insostenibili ma più in generale la protesta è contro i tagli alla Sanità. «Il mancato finanziamento della contrattazione nazionale e aziendale sta mettendo in ginocchio il personale – spiegano da Nursind – chiederemo agli infermieri di non inginocchiarsi e scendere a manifestare il loro disagio in piazza».

Così sarà, perché accanto allo sciopero, è prevista una manifestazione a Roma della categoria davanti a Montecitorio. Da Asti partirà una delegazione di 50 infermieri per prendere parte all'evento mentre in tutta Italia si calcola che dei 220 mila infermieri ben 22 mila aderiranno allo sciopero. «Ci spiace causare disagi all'utenza ma è importante che i cittadini capiscano le ragioni della nostra protesta –- spiega Gabriele Montana di Nursind Asti -– Noi abbiamo in mano la salute dei pazienti. Senza fare facili allarmismi è chiaro che un personale sottodimensionato rischia di non poter erogare un servizio di qualità».

Nella nostra provincia secondo i calcoli dei sindacati occorrerebbero 50 infermieri in più. «Lunedì garantiremo il minino dell'assistenza -– continua Montana -– ciò significa che nei reparti di Medicina si avranno 3 anziché 5 infermieri. Paradossalmente in alcuni reparti, come pediatria e chirurgia, è già così». Per garantire i servizi d'urgenza, lo sciopero quindi non potrà avere un' adesione completa da parte del personale ma coloro che pur essendo precettati condividono lo sciopero indosseranno un particolare adesivo sulla divisa per sensibilizzare l'utenza. Venerdì i referenti di Nursind hanno presenziato nella piazza interna dell'Ospedale Cardinal Massaia con uno stand dalle 10 alle 15. Sono state fornite informazioni ai colleghi e agli utenti desiderosi di capire quali servizi saranno garantiti oggi.

Lucia Pignari

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