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Giorgio Faletti, l'eterno esordiente che
ci ha insegnato a metterci in gioco

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Articolo pubblicato il 22/07/2015 alle ore 11:23.
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Giorgio Faletti
Molte volte usiamo il termine "esordiente", ma qual è il suo vero significato? Che cosa può voler dire, per un giovane che proviene da una cittadina, entrare nel mondo dello spettacolo, della musica, della letteratura, della comicità o dello sport? Sicuramente Giorgio Faletti ne sa qualcosa, lui che ci ha sempre insegnato a rischiare, a metterci in gioco, a osare e a correre per superare noi stessi. Lui che si può definire un eterno esordiente poiché, dopo essersi laureato in giurisprudenza, ha iniziato la sua carriera di cabarettista nel locale milanese Derby negli anni settanta e da allora si è messo in gioco nei più svariati campi come la musica, infatti nel 1988 ha pubblicato il suo primo album "Colletti Bianchi", nel 1992 ha preso parte al festival di Sanremo e nel 1994, sempre al Festival, si è classificato al secondo posto per il premio della critica con la canzone "Signor Tenente".

Un altro settore nel quale si è cimentato è quello letterario e nel 2002 ha pubblicato il suo romanzo "Io uccido" che ha avuto un notevole successo in quanto furono vendute più di un milione e trecento mila copie, ma forse lo ricordiamo meglio come Antonio Martinelli, detto anche Carogna, lo spietato professore del film "Notte prima degli esami". Un appassionato di motori, è stato un grande tifoso della ducati e della Ferrari, per esempio ha ambientato il suo romanzo più famoso nel weekend del GP di Montecarlo e una delle vittime del serial killer è il pilota Jochen Welder. A un anno di distanza dalla sua scomparsa per ricordare il suo sorriso, la sua voce e il suo talento è stato organizzato il premio Giorgio Faletti, un festival volto a premiare e a valorizzare i giovani esordienti che sono stati scelti da un comitato scientifico costituito da Fausto Brizzi, Dindo Capello, Severino Cesari, Massimo Cotto ed Enzo Iacchetti. Alla serata di gala, sostenuta dalla moglie Roberta Bellesini, hanno preso parte anche amici e colleghi di Faletti come Nicolas Vaporidis, Luciana Littizzetto, Omar Pedrini, Nino Formicola e Danillo Amerio.

Per la sezione musicale è stata premiata Amara, per lo sport l'astigiano Matteo Piano, per la sezione cinema con il suo documentario Niccolò Ammaniti, "Le scemette" un gruppo comico formato da sette ragazze che si è distinto per la comicità arrivando fino a Zelig e per la letteratura Emanuele Trevi.
Un uomo brillante e versatile che però come tutti ha incontrato difficoltà, infatti, all'inizio della sua carriera era fragile e aveva bisogno che qualcuno credesse in lui, ma non ha mai smesso di osare e si è lasciato guidare dalle sue passioni artistiche e sportive. Un uomo che, grazie al suo talento, è riuscito a illuminare la strada che lo ha portato al successo e come una stella non smetterà mai di brillare.

Anna Marra

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