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Garofani, una specie con tre secoli di sperimentazione botanica

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Articolo pubblicato il 07/04/2016 alle ore 15:42.
Garofani, una specie con tre secoli di sperimentazione botanica 2
Esemplari di garofani

Nelle grandi occasioni spuntano all’occhiello della giacca di lui: solitari, a mazzetti, rosa, bianchi, rossi, fucsia, variegati, sfrangiati, profumati, grandi o minuti. La varietà genetica dei garofani è pressoché infinita grazie agli oltre tre secoli di sperimentazione botanica, a partire dall’estate del 1716. Quel pomeriggio, una sfrenata passione giardiniera portò Thomas Fairchild a compiere quello che solo poche ore dopo gli sembrò un atto sovversivo, contrario alla sua ferrea devozione cattolica secondo la quale Dio aveva generato tutte le piante nel terzo giorno della Creazione.

Ritiratosi nel capanno in giardino, in un’epoca in cui aleggiava ancora un profondo scetticismo sulla produzione sessuale delle piante, prese una piuma e, con estrema delicatezza, trasferì il polline dallo stame di un garofano dei poeti allo stigma di un garofano doppio. I semi maturati nei mesi successivi sbocciarono in primavera in fiori rosa dalle corolle doppie del garofano e riuniti in mazzetti come nel garofano dei poeti. Fu il primo incrocio creato dall’uomo e una svolta decisiva per la storia del giardinaggio e della floricoltura. Tra le oltre 300 specie di erbacee annuali o perenni del genere Dianthus, i più comuni sono quelli che gli inglesi chiamano “Pinks”, varietà moderne che hanno conservato la grazia e il profumo dei loro antenati del Cinquecento, epoca d’oro di questi fiori fitti di petali come bonbon e oggetto di un collezionismo sfrenato, al pari della tulipano-mania destinata a scoppiare nel secolo successivo.

Coltivarli è facile: assicurate loro pieno sole, un ottimo drenaggio (aggiungendo sabbia al terreno e cocci al fondo dei vasi) e un po’ di concime liquido per piante fiorite. Lasciate asciugare il terreno tra un’irrigazione e l’altra, tagliate i fiori appassiti per ottenere una seconda fioritura e fissate a un tutore le specie più alte. I garofani si moltiplicano per propaggine, talea erbacee (ottenuta dai getti che non portano fiori) e semina.

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