Salute e Green
Asti

Funghi, attenti ai cercatori: 8 su 10
scambiano quelli tossici per famigliole

Stampa Home
Articolo pubblicato il 06/10/2012 alle ore 07:00.
funghi-attenti-ai-cercatori-8-su-10brscambiano-quelli-tossici-per-famigliole-56e2e73e99c782.jpg
Pubblico alla tavola di funghi approntata in ospedale
Se gli astigiani facessero un esame collettivo sulla loro conoscenza dei funghi, sarebbero quasi tutti rimandati o bocciati. A dimostrarlo è stata la giornata informativa promossa all’ospedale dall’Asl che ha approntato un tavolino sul quale si trovavano funghi sia commestibili che tossici e la gente veniva invitata a riconoscerli. Otto su 10, mercoledì mattina, ha scambiato l’Armillaria mellea (le comuni famigliole) con l’Hypholoma sublateritium, un fungo tossico.

Una giornata che arriva dopo un fine settimana in cui sono state ricoverate in tutto sette persone per intossicazione da funghi non commestibili: una donna a Nizza e cinque amici al Pronto Soccorso di Asti. Tutti si sono presentati con gli stessi sintomi e tutti erano convinti di aver raccolto e consumato funghi commestibili. Alla bancarella allestita nella hall dell’ospedale mercoledì mattina si sono fermate centinaia di persone e hanno osservato le specie esposte facendo commenti che hanno piuttosto preoccupato gli esperti micologi dell’Asl presenti per rispondere alle domande.

«Per molte persone anziane, che sono poi quelle che hanno più tempo per andare a raccogliere i funghi – racconta Roberta Rota, uno dei quattro operatori qualificati del Centro micologico dell’Asl astigiana – la tossicità degli esemplari viene ‘provata’ attraverso le credenze popolari: c’è chi pensa, per esempio, che un fungo sia commestibile se risulta morsicato dalle lumache o, al contrario, che possa essere pericoloso se uno spicchio di aglio o una moneta, bolliti insieme al raccolto, si scuriscono. La verità è che le credenze popolari non reggono, l’unica certezza sulla commestibilità o meno del prodotto passa attraverso i controlli al nostro Centro micologico».

«Frequente il caso – racconta Marisa Panata, micologa Asl – di persone che conoscono i funghi con nomi comuni che non coincidono con quelli reali. Insomma ancora troppo spesso mancano le giuste informazioni».  
Alle signore, attente anche all’aspetto culinario, consigli finalizzati alla tutela della salute: in molte hanno scoperto, ascoltando gli esperti, che la comunissima famigliola «va sempre prebollita per venti minuti e poi cucinata, per evitare intossicazioni».

Una raccomandazione è stata ripetuta per tutta la mattinata: fare controllare i funghi al Centro micologico dell’Asl, che garantisce una consulenza gratuita e accoglie i raccoglitori anche fuori dall’orario stabilito: basta fare una telefonata allo 0141.484920 per prendere appuntamento.
Il servizio è attivo nelle sedi di Asti, in via Conte Verde 125 (lunedì e venerdì, dalle 14 alle 15), e di Nizza Monferrato, piazza Cavour 2 (mercoledì, dalle 14 alle 15).

Cronaca

Attualità

Salute e Green

Economia e lavoro

Eventi e Weekend

Sport