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Federazioni: in tre mesi risparmi per oltre 14 milioni di euro

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Articolo pubblicato il 24/01/2013 alle ore 17:55.
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Il Palazzo della Regione Piemonte
Riceviamo e pubblichiamo:


L'attività delle Federazioni, dal momento del loro insediamento, ha prodotto risparmi per oltre 10 milioni di euro su base annua sulle gare già espletate ed una stima di risparmi per ulteriori circa 4 milioni, sempre su base annua, sulle procedure di gara in corso.
I dati sono stati illustrati nel corso della seduta odierna della IV Commissione consiliare dall'assessore alla Sanità della Regione Piemonte.

Con l’approvazione della legge istitutiva delle Federazioni (l.r. 3 del 28 marzo 2012), erano stati ipotizzati risparmi del 5% sulle attività di acquisto effettuate dalle stesse. Un traguardo che sembra non solo raggiungibile ma già ampiamente superato, almeno per la quota parte del volume che per il momento è stato affrontato e che ammonta a poco più di 100 milioni. I risparmi ottenuti vanno dal 9 al 13%, quindi ampiamente superiori a quelli ipotizzati. Tale risparmio, per le gare e le rinegoziazioni già aggiudicate (pari a 10.385.000 milioni di euro) è calcolato su un volume complessivo di forniture di beni e servizi che ammonta a circa 112 milioni di euro (da qui la percentuale di risparmio del 9%).
Per quanto riguarda le gare in corso, il risparmio ipotizzato di  4 milioni - su un importo di fatturato d’acquisti pari a circa 28 milioni - è il risultato della ipotesi di risparmio tra il fatturato d’acquisto e la base d’asta ipotizzata. Nelle gare ad oggi consentivate, il risparmio è stato superiore a tale ipotesi.

Le Federazioni, nella funzione di centrali di acquisto unificate, stanno dimostrando la loro efficacia. Considerato il breve periodo di attività, peraltro, si possono facilmente prevedere potenzialità di gran lunga superiori a quelle ad oggi dimostrate. Le Federazioni, pur essendosi insediate nel mese di maggio, hanno avviato la fase operativa soltanto negli ultimi tre o quattro mesi del 2012, dal momento in cui hanno acquisito cioè il personale dalle Asl e hanno aperto le procedure di gara.

Si auspica che tali brillanti risultati convincano anche i più “scettici”, anche nell’ambito di alcune aziende sanitarie, convincendoli che il beneficio che si può trarre per garantire la sostenibilità del sistema è altamente significativo. E’ chiaro, quindi, che chi dovesse tentare di rallentare o frenare la messa a punto definitiva dell’organizzazione delle Federazioni non lavora a favore del sistema sanitario e dei suoi operatori.
Doveroso riconoscere la capacità e la volontà degli amministratori delle Federazioni che, in una situazione non facile di messa a punto delle loro organizzazioni, e quindi gestendo un transitorio complicato, hanno comunque consentito in tempi così brevi di raccogliere efficienze importanti.

Michela Bossi

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