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Fallisce la truffa del finto avvocato

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Articolo pubblicato il 10/09/2016 alle ore 07:00.
Fallisce la truffa del finto avvocato 3
L'apparecchio usato per la truffa

Due anziani genitori ricevono la telefonata, da un numero sconosciuto, di un sedicente “avvocato” che racconta che la loro figlia si trova in caserma perchè con l’auto ha investito due persone. A prendere la chiamata è la mamma, ultraottantenne, che al sentire le parole dello sconosciuto si agita fortemente e passa il telefono al marito. Il fantomatico “avvocato” usa persino l’esatto nome di battesimo della figlia, al fine di rendere più credibile l’intero racconto. Ma quando il papà cerca di capire chi fosse la persona al telefono, questi interrompe la comunicazione.

«Spaventati e preoccupati mi hanno contattata al cellulare e io, che stavo facendo la spesa in un supermercato del centro, mi sono precipitata a rassicurarli. Ho visto mia madre in lacrime e mio padre agitatissimo ed ho chiamato il 112». E’ proprio la figlia dell’anziana coppia astigiana a raccontare pubblicamente quanto accaduto ai suoi genitori pochi giorni fa, attraverso le pagine di Facebook, per mettere in guardia gli anziani ed evitare ai loro danni preoccupazioni procurate da truffatori all’unico scopo di raggirarli e derubarli.

E’ questo l’ultimo dei casi di cui si ha notizia in merito alla “truffa del finto avvocato”. Un nuovo stratagemma ideato da abili ladri truffatori che da qualche mese imperversa anche nella nostra città. Episodi analoghi si stanno registrando in varie città di ogni parte del Paese.

La tecnica è semplice. I malviventi prendono informazioni sui nomi e sulle abitudini dei figli di coniugi anziani e poi telefonano alla vittima prescelta raccontando una storia del tutto inventata. Al telefono una persona si presenta come avvocato e dice che il figlio o la figlia si trovano in caserma o in questura, perchè hanno causato un incidente o perché guidavano con l’assicurazione scaduta.

Dicono che c’è una multa da pagare, subito, per evitare guai più seri, e che avrebbero mandato un assistente presso l’abitazione dei genitori per ritirare il denaro necessario e consegnarlo alle forze dell’ordine. Naturalmente è tutta una fandonia. Ma, nei casi in cui la truffa riesce (è già accaduto qualche mese in città e ne è rimasta vittima un’anziana signora), lo sconosciuto che arriva alla porta si intasca il denaro e tenta magari anche di sottrarre altro denaro o gioielli che può arraffare.

Le stesse forze dell’ordine invitano a non prestare fede a sconosciuti che si presentano al telefono o a casa. Una telefonata agli stessi figli oppure al 112 o al 113 può essere utile a fugare il dubbio e ad evitare di venire derubati. Ma nascono anche da altre fantasie le truffe di cui sono spesso bersaglio le persone anziane. Pochi giorni fa i carabinieri hanno arrestato due uomini sospettati di essere gli autori di un furto che era avvenuto qualche minuto prima in una villetta di Calliano.

A bordo della vettura su cui si trovavano e che era stata segnalata come l’auto in fuga dopo l’intrusione, i militari hanno trovato un ’etichettatrice, opportunamente modificata, allo scopo, presumono gli investigatori, di mettere in atto le cosiddette “truffe dei tecnici dell’acquedotto”. Tali macchinette vengono programmate in modo tale da far apparire sul display la scritta “mercurio”, al fine di far credere ai malcapitati che esse segnalano l’improbabile inquinamento da mercurio dell’acqua corrente nelle abitazioni delle vittime; mercurio che “rovinerebbe” gioielli e denaro: tutto allo scopo di raggiungere i beni che si trovano in casa e sottrarli.

Marta Martiner Testa

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