4 spassi insieme

E' politicamente corretta
la festa del papà?

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Articolo pubblicato il 17/03/2013 alle ore 15:31.
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La festa del papà: per molti ma non per tutti
Martedì 19 ricorre la festa del papà, tradizionalmente celebrata quando la Chiesa ricorda la figura di San Giuseppe. Fino a pochi anni fa nessuno avrebbe messo in discussione il valore simbolico di questo evento e soprattutto oggi, in una società dove i padri si sono ritagliati un ruolo sempre più importante nell'educazione, accudimento e gestione dei figli, la festa del papà assume un significato che dovrebbe far riflettere in primis il legislatore: in Italia la legge tutela abbastanza i padri? C'è parità tra i genitori? E se così non fosse cosa si dovrebbe fare per rimediare a quelle ingiustizie quotidiane che subiscono, ad esempio, i padri separati, spesso forzatamente tagliati fuori dalla vita dei propri figli?

Immaginate allora la polemica scoppiata a Roma nei giorni scorsi quando il consiglio d'istituto di una scuola materna ha deciso di cancellare la festa del papà per sostituirla con una più politicamente corretta "festa della famiglia". Il motivo è presto detto: uno dei bimbi che frequentano l'asilo non ha un papà con il quale festeggiare ma due mamme, quella naturale e la compagna della stessa. Il caso è stato portato in discussione in una riunione scolastica nella quale si sarebbero create due fazioni contrapposte: chi avrebbe voluto mantenere la festa per rispetto agli altri bambini "normali" e chi, invece, avrebbe chiesto di annullarla per non turbare la sensibilità del piccolino. Alla fine ha vinto quest'ultima linea e la festa si farà ma solo per celebrare la famiglia, tutte le famiglie, quelle tradizionali, quelle con due mamme e, per par condicio, anche quelle con due padri, forse più rare ma non per questo con meno diritti delle altre.

Il caso di Roma, per il quale sono stati chiesti giudizi di psicologi, professori, politici, genitori e molte associazioni che tutelano le famiglie, ha sollevato un polverone dove l'ipocrisia sembra non essere del tutto assente. Se consideriamo che le scuole materne di oggi sono crocevia di culture, etnie e tradizioni diverse la scelta di cancellare la festa del papà per una più accettabile festa della famiglia fa sorgere molti dubbi perché apre la porta ad un revisionismo boomerang difficilmente controllabile. Se la festa del papà potrebbe urtare un figlio senza padre la festa della mamma farebbe lo stesso per un bimbo senza madre, quella dei nonni risulterebbe invece piuttosto selettiva (solo per i più fortunati che ancora li hanno i nonni), poi ci sono i divorziati, i figli adottivi e quelli che vivono in situazioni familiari "difficili" dove la festa del papà passa bellamente in cavalleria. Non parliamo poi delle classiche feste di Natale e Pasqua, vere e proprie forzature se fatte a discapito di bambini musulmani o di quelli che provengono da famiglie atee. Anche le altre religioni hanno poi le loro feste tradizionali che meriterebbero un occhio di riguardo nel calendario scolastico ma chiaramente senza urtare la sensibilità di chi professa altre fedi.

Insomma, la festa del papà dovrebbe essere un giorno un po' più speciale degli altri (essere padre rende ogni giorno decisamente, a volte faticosamente, eccezionale) utile per riflettere seriamente sul ruolo che ha il "genitore maschio" nella nostra società, una parte molto difficile se si considera che in Italia la parità dei sessi non esiste ancora tra padri e madri. Poi, se il politically correct lo richiede, aboliamo pure la festa del papà ma non trasformiamola in una celebrazione artefatta al motto di vorrei ma non posso.

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