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"Don Giacinto e il mistero
di casa Corvi". Le indagini
di un curato di campagna

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Articolo pubblicato il 16/02/2016 alle ore 09:40.
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Don Giacinto e il mistero di casa Corvi
Ottobre 1879. «La piccola carrozza scura del parroco percorreva a velocità molto sostenuta una lunga e stretta stradina di campagna, circondata dai campi più estesi e fertili della zona, sormontati tutti da un'opaca patina color verde spento che i terreni acquistavano dopo l'ultimo taglio, il terzò, sopra le lontane montagne, incastonate in un cielo grigio verde, macchiato nel suo solito color celeste chiarissimo da una serie di nuvolette biancastre». Don Giacinto Cimba, «curioso ed intrepido» curato di “Cumino”, paesino piemontese del Monferrato le cui terre sono attraversate dal torrente Borbore, corre al capezzale di Carlotta Corvi, ultima rappresentante di una ricca famiglia torinese di banchieri, ma anche una delle famiglie di settimini più antiche del Piemonte. L'anziana donna, di fronte al sacerdote, redige il suo testamento, lasciando tutti i suoi beni alla parrocchia di Cumino. Poi si spense e don Cimba «si infilò nelle ampie maniche della talare il testamento della sua parrocchiana, recuperò il suo cappello, che era stato appoggiato su una delle due poltroncine al fondo del letto e, presa la porta, salutò per sempre Carlotta Corvi. Chi può dire se il prevosto, col suo animo puro che tendeva sempre a scorgere negli uomini il loro lato positivo, avesse già intuito che la morte di quell'anziana e ricca donna torinese avrebbe portato su Cumino una spessa coltre tessuta con bugie, morti e dolori...?».

Prende così avvio l'ultimo romanzo giallo del giovane Alessandro Besio, astigiano appena ventenne, "Don Giacinto e il mistero di casa Corvi" (Europa Edizioni), seconda indagine che vede protagonista il parroco di Cumino ("Don Giacinto e le coppe dei Savoia"). La morte della signorina Corvi è il preludio ad una serie di delitti che crea profondo turbamento nella piccola comunità di Cumino. Gli abitanti del paese tornano a pensare anche all’antica leggenda della masca delle more che veniva un tempo raccontata ai bambini e secondo cui una vecchia un po’ eccentrica che abitava nella radura delle more era stata responsabile della sparizione, tra 1500 e 1600, di tre persone. A rincuorare i suoi parrocchiani è don Cimba, che si rende conto dell’urgente necessità di dare un nome all’assassino: metterà a disposizione della giustizia il suo acume, per risolvere il mistero e dare il suo aiuto ai carabinieri giunti da Torino. Un’efficace caratterizzazione dei personaggi, a partire dal prevosto investigatore, un’affascinante descrizione delle ambientazioni, affidata ad impressioni di luce e colori, una trama avvincente ed un finale sorprendente sono i tratti che caratterizzano il romanzo di Besio.

Spiccano nel testo, in modo assolutamente appropriato, frequenti riferimenti alle peculiarità del territorio, dalle sue tradizioni alle specialità enogastronomiche. Di un piatto classico della cucina piemontese parla ad esempio Milia, nipote e perpetua del curato: «Scusate barba Giacinto, è solo che stavo cercando il fojòt per la bagna cauda. Rammentate che oggi arriva Giuseppina? Ecco, le preparerò la mia speciale bagna cauda!». Ma non manca un buon bicchiere di Barbera da offrire agli ospiti giunti in visita. Ed assolutamente suggestivo è il racconto di una “processione dei lumini” a cui davano vita i bambini del paese nella sera di Ognissanti, periodo in cui il romanzo di Besio è ambientato. «Il curato si lasciò ammaliare da quella infinità di lumini che, lenti e regolari, procedevano in direzione del cimitero; parevano piccole lucciole che, nella tranquillità estiva di qualche radura, lente volavano nella notte».

Tra omicidi efferati, segreti e misteri, c’è però spazio per sentimenti di speranza: «I lumini marciavano seguendo piano il corteo e, dovunque andassero, portavano un po’ di luce in questo tetro mondo, perché il mondo è pieno di ombre, ma quando noi accendiamo una candela le ombre spariscono e torna la luce e l’amore di Dio ricomincia a splendere».

Don Giacinto e il mistero di casa Corvi – di Alessandro Besio
Europa Edizioni
Anno 2014, 142 pagine
Collana Edificare Universi € 13,90
eBook euro 5,49

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