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Diario dei giovani

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Articolo pubblicato il 21/01/2015 alle ore 10:46.
Diario dei giovani
Sembra essere scoppiata una nuova epidemia, che ha coinvolto anche Giorgio Napolitano. Questa patologia si chiama ‘dimissione da affaticamento' e vede come iniziatore papa Benedetto XVI. Insomma, ora si lasciano le amate poltrone per stanchezza, dovuta e all'età e alle varie preoccupazioni per le questioni complesse da risolvere. Napolitano giustifica così l'allontanamento dalla sua carica, nel discorso fatto proprio alla fine dell'anno appena passato. Si dice soddisfatto e orgoglioso delle riforme delle istituzioni repubblicane compiute nel 2014 e ci regala una lunga analisi sulla crisi europea, che corrode anche la nostra Italia dal 2009. Per uscire dal baratro bisogna quindi bonificare tutte le componenti maligne che sono penetrate nel nostro stato da tempo: prima fra tutte la corruzione. Napolitano parla perciò di «italiani indegni», che ostacolano il ritorno alla «normalità costituzionale». Affianca a questi alcune persone che si sono distinte per le loro azioni; dalla scienziata Fabiola Gianotti all'astronauta Samantha Cristoforetti, passando per il medico di Emergency Fabrizio e la volontaria Serena Petricciuolo, medico-marinaio che ha aiutato una nigeriana a partorire. A mio parere queste persone contribuiscono alla buona reputazione del Bel paese, ma non facilitano certamente la vittoria dell'Italia sul grande nemico: la crisi. Come al solito, si tende a perdersi in chiacchiere che non hanno alcun fine concreto e risultano soltanto un tentativo di guadagnare tempo. Nel discorso si parla addirittura di senso di nazione, quello che il filosofo Herder chiamò ‘volksgeist'. Esiste un concetto più astratto di questo? La politica deve essere uno strumento concreto per stabilire un ordine sociale, non un capolavoro dell'ars dicendi.

Elisabetta Maria Rosa Testa

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