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Dall'Osservatorio grossi timori
per il futuro della sanità astigiana

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Articolo pubblicato il 31/03/2015 alle ore 07:00.
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Un corridoio interno del "Cardinal Massaia"
La Regione rassicura sul futuro della sanità di Asti, ma ci sono molte ragioni per essere preoccupati, dicono dall’Osservatorio astigiano. In un recente confronto con i primari e con alcuni operatori dei reparti del Massaia destinati a passare da strutture complesse a strutture semplici, è stato possibile per i membri dell’Osservatorio mettere in luce alcune contraddizioni dell’assessore regionale Saitta. L’assessore afferma che la trasformazione non penalizzerà nessuno, ma l’Osservatorio sostiene, invece, che il declassamento regionale potrebbe spingere i medici ad andare a lavorare fuori, in realtà più appetibili che non un ospedale destinato a perdere reparti e servizi. Oltre a questo, secondo l’Osservatorio, ci sarebbero altri due rischi. Innanzitutto la poca “attrazione professionale che le strutture semplici, rispetto a quelle complesse, potrebbero esercitare sui giovani medici specialisti e poi anche l’eventualità che i camici bianchi che andranno progressivamente in pensione non vengano sostituiti, svuotando di conseguenza le strutture. Non nell’immediato, ma sicuramente in prospettiva, queste realtà potrebbero dunque venire fortemente impoverite di personale e, conseguentemente, della possibilità di fornire tutti i servizi delle specialità”.

f.d.

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