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Dal libro allo smartphone: quale futuro?

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Articolo pubblicato il 01/12/2016 alle ore 12:36.
Dal libro allo smartphone: quale futuro? 2
Dal libro allo smartphone: quale futuro?

Quante volte, specialmente durante le vacanze, ci siamo persi tra le pagine di un libro? Ma quante volte “ci perdiamo” nel colorato e accattivante mondo di internet? Tra le pagine di un libro si trovano le occasioni per riflettere su di sé e per capire con più facilità le persone e le situazioni che ci circondano.

E’ scientificamente provato che la lettura ci rende più intelligenti e leggere è uno dei fattori protettivi più importanti contro l’invecchiamento celebrale. La lettura è  un buon investimento per la propria salute ma gli adolescenti ultimamente dipendono maggiormente dal web, scrivono sui blog, usano la posta elettronica e soprattutto hanno un profilo Facebook.

Ci siamo cimentate in una ricerca sui dati ISTAT del 2015 ed abbiamo scoperto che i bambini tra i 7 e gli 11 anni al libro preferiscono la TV e i video giochi; il 9,99% di loro non può fare a meno del computer e il 4,7% di navigare in internet. Lo smartphone, diventato una “prolunga” delle nostre dita, è causa sempre più spesso di distrazione (anche nell’attraversare la strada). Decine di digito-dipendenti, alle prese con chat e social media che li portano ad essere sempre connessi con il mondo, sono in realtà poco connessi con le persone che li circondano!

Inoltre verso lo smartphone si può sviluppare una vera e propria dipendenza. Inizialmente era uno strumento alla portata di pochi, ora invece, con la moltiplicazione delle sue funzioni, accompagna l’organizzazione e la gestione di ogni momento della giornata dal lavoro allo svago fino ai rapporti amicali. I social network, consentendoci di rifugiarci dietro una tastiera o uno schermo, non solo non ci aiutano a sviluppare l’amicizia reale ma aumentano l’insicurezza nelle relazioni. Il virtuale, che è necessario nella velocità e nella “trasmissione”, diventa nemico dello scambio di idee, dei confronti e dello sviluppo delle nostre abilità reali.

Abbiamo condotto un’indagine all’interno della nostra scuola facendo delle domande sul possesso e sull’utilizzo dello smartphone ed abbiamo rilevato che i ragazzi che dicono di leggere di più sono quelli di prima e seconda media, ma la stragrande maggioranza utilizza “troppo” i social e internet. Tutto questo ci distoglierà della lettura di un buon libro? Chissà! Per adesso possiamo solo augurarci che l’amore per la lettura possa diffondersi come un virus che infetti tutti i software celebrali.

Amanda Screnci     Micol Marchiaro     Aida Carucci - Classe II D

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