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Dagli scarti della vendemmia
un “freno” all’invecchiamento

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Articolo pubblicato il 13/05/2015 alle ore 10:15.
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MINIERA DI POLIFENOLI. Raspi, bucce e vinaccioli opportunamente trattati rilasciano composti bioattivi fra cui fibre e polifenoli con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie
Da sempre sono noti come sottoprodotti o scarti, ma da una trentina d'anni a questa parte si è capito (o scoperto) che tale definizione è ingiusta e comunque fortemente imprecisa perchè in quegli scarti o sottoprodotti si nascondono veri e propri giacimenti naturali di composti bioattivi tra cui fibre e polifenoli che, se opportunamente trattati ed utilizzati, svolgono importantissime funzioni antiossidanti e antinfiammatorie nella quotidiana lotta al processo degenerativo dell'organismo. Stiamo parlando degli "scarti" di lavorazione della viticoltura e in particolare di raspi, bucce e vinaccioli, tutto materiale generalmente destinato allo smaltimento con relativi costi e problemi ambientali, il cui attuale valore è prossimo allo zero e che da qualche tempo vengono già utilizzati nella produzione di cosmetici da parte di note aziende, soprattutto francesi.

Sulle straordinarie opportunità, di tipo salutistico ma anche economico, dell'utilizzo di tali "scarti", si è appuntata l'attenzione del Lions Club del Distretto 108 Ia 3 - zona 2/A (club di Villanova d'Asti, Asti Host, Asti Alfieri, Moncalvo Aleramica e Castelnuovo Don Bosco Alto Astigiano) che, con la collaborazione della Onlus Solidarietà Lions Distretto 108 Ia3, ha finanziato una borsa di studio di 3 mila euro per una ricerca sulle possibilità di migliorare e approfondire le capacità di estrazione di elementi nobili dai composti bioattivi (soprattutto polifenoli e grassi polinsaturi o grassi acidi essenziali come Omega 3 e Omega 6) contenuti nelle bucce e nei vinaccioli dell'uva. Tutto questo in relazione ad una crescente richiesta, da parte dei consumatori, di cibi "funzionali" presenti in una dieta ricca di questi componenti che conferiscono all'organismo numerosi vantaggi come il controllo della glicemia e del colesterolo, nonchè la regolazione delle funzioni intestinali grazie alle loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

L'iniziativa del Lions "Dall'uva il vino, ma non solo...Un aiuto alla salute dalle vinacce", ideata e realizzata nell'ambito della significativa presenza del Club all'Expo 2015 di Milano, è stata presentata sabato nell'Aula Magna dell'Università di Asti durante un incontro-convegno, condotto dal giornalista Ercole Zuccaro, e introdotto dal direttore di Astiss, Francesco Scalfari, dal presidente Lions di zona, Giorgio Gili, dal Coordinatore del Tema Nazionale Lions-Expo, Giuseppe Bottino e dal Presidente dell'Onlus Solidarietà Distretto 108 Ia3, Renato Dabormida. Numerosi i successivi interventi, a cominciare da quello del professor Vincenzo Gerbi, deus ex machina dell'iniziativa Lions, del presidente della Camera di Commercio di Asti, Mario Sacco, del presidente della Confederazione italiana agricoltori, Alessandro Durando e del presidente del Consorzio Barbera e Vini d'Asti, Filippo Mobrici. E' poi toccato al professor Giuseppe Zeppa, dell'Università di Torino, disegnare il quadro d'insieme del passaggio dallo spreco di materie prime al loro positivo riutilizzo (gli scarti diventano risorse) ed alla destinataria della borsa di studio, la ricercatrice Barbara Dal Bello, illustrare le tappe su cui intende attuare la ricerca le cui conclusioni si dovrebbero conoscere nel prossimo autunno.

Ultimi interventi sono stati quelli di Massimo Guaita del Centro di Ricerca per l'Enologia di Asti e di Marco Morra e Giorgio Iviglia che alla Nobilbio di Portacomaro hanno condotto negli ultimi due anni importanti sperimentazioni sull'utilizzo degli scarti di lavorazione della vite nel processo di ricrescita ossea susseguente all'impianto di protesi dentarie. Le conclusioni dell'incontro, affidate ancora ad Ercole Zuccaro, hanno messo in evidenza i motivi dell'impegno Lions: sostegno della ricerca sul territorio a favore dei giovani, contributo alla salvaguardia dell'ambiente riducendo gli sprechi, incentivazione delle economie locali nel settore vinicolo creando nuove fonti di reddito e opportunità di lavoro ed infine sviluppo delle difese dell'organismo sotto il profilo nutrizionale e salutistico.

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