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CrAsti, indagine Cgil: «Il 59%
dei lavoratori chiede orari flessibili»

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Articolo pubblicato il 27/02/2016 alle ore 07:00.
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Patrizio Onori, segretario generale provinciale Fisac Cgil
Sono stati presentati lunedì scorso i risultati dell’indagine sul benessere lavorativo all’interno della Cassa di Risparmio di Asti. L’indagine è stata realizzata dal sindacato Fisac Cgil che ha proposto ai dipendenti della banca di rispondere alle 52 domande del questionario on line per poterne fotografare la situazione. Erano presenti, tra gli altri, Giacomo Sturniolo (segretario generale Fisac Torino e Piemonte), Giovanni Prezioso (segretario generale Camera del Lavoro di Asti), Mauro Cavallo (responsabile Ufficio personale CrAsti). L’indagine, come ha ricordato Patrizio Onori, segretario generale provinciale Fisac Cgil, «si è svolta interamente on line con un metodo di validazione anonimo, ma che ha permesso ugualmente la scrematura dei doppi inserimenti e di evitare gli usi fraudolenti». Onori ha anche precisato che lo si è fatto «con spirito costruttivo» e poiché si ritiene «sia la normalità evidenziare eventuali problematiche o punti di forza». Dei 1.064 dipendenti delle 133 filiali di Piemonte e Lombardia, hanno partecipato al sondaggio 180 dipendenti, pari al 17% del totale.

Il 39% del campione è composto da dipendenti tra i 35 e i 44 anni e il 59% è rappresentato da donne. Dato interessante è che il 65% di chi ha partecipato all’indagine si dichiara soddisfatto delle relazioni che ha con i suoi responsabili durante lo svolgimento delle attività lavorative, mentre per quanto concerne il carico di lavoro richiesto, il 57% lo considera «eccessivo». Il 54% dichiara che la permanenza in ufficio è aumentata e il 52% dei partecipanti al sondaggio ha attribuito questa esigenza alla scarsità di personale, «malgrado le iniezioni di personale che sono state effettate negli ultimi anni», ha precisato Onori. In azienda un aspetto importante lo gioca la comunicazione. Il 61% dei dipendenti si ritiene soddisfatto di come l’azienda comunica nei loro confronti e il 51% considera il suo diretto responsabile professionalmente adeguato al suo ruolo.

Alla domanda “Consideri trasparenti e oggettivi i criteri alla base degli avanzamenti di carriera e dei sistemi premianti?”, il 67% degli intervistati ha risposto in maniera negativa. Per quanto riguarda le aspettative future dei dipendenti il 52% degli intervistati ha aspettative che riguardano la compatibilità tra lavoro e vita privata. L’87% è iscritto al sindacato e la maggioranza partecipa all’attività sindacale in azienda. Il 59% degli intervistati ritiene che, tra le opzioni proposte, la rivendicazione sindacale più importante oggi sia quella relativa a una maggiore flessibilità d’orario. Con questi dati alla mano nel prossimo futuro si attiveranno i tavoli di confronto tra parte datoriale e sindacale. I dati completi dell’indagine sono consultabili sul sito www.fisacasti.it.

Alessia Conti

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