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Cornapò, famiglie contro i miasmi
dall'impianto di depurazione

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Articolo pubblicato il 08/12/2014 alle ore 07:00.
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Il depuratore malfunzionante a Cornapò
I cittadini di Carnapò, frazione Migliandolo, di Portacomaro, esasperati per il malfunzionamento dell'impianto di depurazione reflui, situato a pochi passi dalle abitazioni e la mancanza di risposte da parte di chi di dovere, si sono rivolti con una lunga lettera e una nutrita documentazione al nostro giornale nella speranza di risolvere una situazione ormai insostenibile. «L'impianto di depurazione reflui fognari da quando è stato costruito una trentina di anni fa non è mai stato troppo efficiente, ma negli ultimi due anni in particolare, la situazione è andata peggiorando - spiega la signora Maria Peglia, portavoce degli abitanti della frazione.»

«Sia l'impianto sia i relativi scarichi a cielo aperto, che confluiscono nel Torrente Tagliaferro producono miasmi maleodoranti a tutte le ore del giorno e della notte, soprattutto nei periodi caldi. L'anno scorso – prosegue la signora Peglia - ci siamo attivati verbalmente con il Comune di Portacomaro affinché provvedesse a intervenire sull'impianto di sua proprietà per eliminare i miasmi ma, visto che i risultati tardavano ad arrivare, ci siamo rivolti all'Arpa. Il 28 agosto 2013 l'Arpa ha effettuato un sopralluogo e nel mese di ottobre ci ha comunicato tramite verbale risultati a dir poco preoccupanti: le percentuali di abbattimento degli inquinanti oscillano da un massimo del 50% a un minimo del 10%».

Nello stesso verbale, il dipartimento Arpa di Alessandria sottolinea che: «Il campione di reflui in uscita esaminato, pur presentando caratteristiche conformi a valori di concentrazioni limiti, testimonia una scarsa funzionalità del depuratore» e invita l'ente gestore, in questo caso l'Acquedotto Consorzio dei Comuni del Monferrato con sede a Moncalvo, «a procedere a una valutazione tecnica al fine di migliorare la percentuale di abbattimento degli inquinanti in uscita, anche alla luce delle molestie olfattive create dall'impianto ai residenti della zona». «Nonostante l'invito dell'Arpa né il Comune né l'ente gestore si sono preoccupati di intervenire sull'impianto di depurazione, così abbiamo raccolto le firme degli abitanti in zona e abbiamo inviato la documentazione sia all'Asl di Asti sia alla Regione Piemonte ma, ancora una volta, nessuna risposta - racconta la signora Maria, esasperata dal protrarsi del disagio - Quest'estate l'aria era irrespirabile e dalle 17 in poi eravamo costretti a chiuderci in casa».

L'ultimo tentativo dei cittadini, ormai al limite della sopportazione, per porre fine agli annali disagi, risale al 22 settembre scorso, data in cui hanno inviato una lettera e tutta la documentazione raccolta in merito alla Procura della Repubblica di Asti con l'esplicita richiesta di valutare l'esistenza di eventuali omissioni da parte degli enti interpellati, sottolineando il vincolo di tutela ambientale che protegge il Torrente Tagliaferro, recettore delle acque scure e nauseabonde in uscita dal depuratore, il non indifferente danno economico dovuto alla svalutazione degli immobili e, soprattutto, la loro preoccupazione dal punto di vista igienico-sanitario. A oggi però ancora nessuna risposta.

Marzia Barosso

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