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Con la scuola in Parlamento tra iPad, striscioni e assenti

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Articolo pubblicato il 27/11/2013 alle ore 15:00.
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Il gruppo di studenti astigiani davanti a Montecitorio
Non capita tutti i giorni di vedere una scolaresca a Montecitorio o a Palazzo Madama. Gli studenti della classe V del Liceo Scientifico Tecnologico "A. Monti" ci sono stati, grazie al concorso "Un giorno in Senato", insieme ad altre nove classi provenienti da tutta Italia. I ragazzi avevano presentato un disegno di legge sulla regolamentazione dei rapporti tra compagnie e intermediari. Abbiamo intervistato una delle ragazze che hanno partecipato a questa iniziativa, Klaudia Luani.

In quali attività siete stati coinvolti a Roma?
Innanzitutto abbiamo visitato Palazzo Madama, il giorno seguente abbiamo discusso il nostro disegno di legge davanti ai senatori: è stata un'esperienza incredibile. Nel pomeriggio siamo stati accolti a Montecitorio e abbiamo assistito alla seduta plenaria dell'Assemblea.
Che cosa hai provato nell'assistere alle sedute della Camera e del Senato?
Fa un certo vedere dal vivo quelle aule. Probabilmente non mi capiterà mai più nella vita.
Come potresti confrontare Camera e Senato?
C'era una grande differenza tra le due Aule: se al Senato regnavano ordine, disciplina ed un certo rigore, alla Camera dei Deputati l'atmosfera era decisamente più tesa e caotica. Alla Camera si discuteva di Tav e i Cinque Stelle hanno manifestato la loro opposizione con bandiere e striscioni.

Hai notato dei volti a te conosciuti?
Abbiamo visto la Santanché, Bossi, la Gelmini. Davanti a Montecitorio abbiamo avuto anche la possibilità di conoscere la Ministra Kyenge. Ma ho notato anche le assenze: per il PDL alla Camera c'erano soltanto una ventina di deputati; per la Lega appena quattro.
Come ti è sembrato il comportamento dei deputati e dei senatori durante le sedute?
Mi ha stupito il fatto che molti non fossero per nulla attenti durante gli interventi degli altri. C'era silenzio assoluto soltanto durante il momento del voto. Per la verità, molti, più che ascoltare, consultavano i loro iPad. A noi che sedevamo nelle tribune, invece, i computer e i cellulari erano stati requisiti prima di entrare. Inoltre, bisognava conservare un perfetto silenzio e sedere in modo composto. Addirittura, le ragazze non potevano accavallare le gambe!

Quest'esperienza che cosa ha insegnato a voi giovani?
Molti dei miei compagni di classe, che prima si sentivano decisamente distanti dalla politica, attraverso questo progetto hanno potuto guardare da vicino che cosa significhi e quanto sia importante per noi tutti, anche nella nostra quotidianità. Abbiamo tutti insieme riscoperto il valore delle Istituzioni, e ci siamo sentiti parte di un unico grande organismo: la nostra Italia.

Ornella Darova

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