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«Con i Big Data crescono affari e posti di lavoro»

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Articolo pubblicato il 28/07/2016 alle ore 07:00.
«Con i Big Data crescono affari e posti di lavoro» 2
Ilda Curti e Stefano Labate durante il convegno

Si è concluso questo fine settimana il corso residenziale sui Big data organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Asti in collaborazione con Astiss e il Consorzio Universitario Cinfai nella cornice di Villa Paolina. Cinquanta gli ingegneri e i tecnici complessivamente formati nella tre giorni di alta formazione astigiana.

Il fenomeno dei Big Data è in continua espansione e sta aprendo nuove frontiere in ambito economico e tecnologico e per questo negli ultimi anni sta attirando l’attenzione di vari addetti ai lavori. In un contesto aziendale sempre più informatizzato, le aziende italiane di piccole e medie dimensioni sono sempre più attente ai propri dati: il 66% dichiara di avere gli strumenti per gestire le informazioni di business e il 50% è deciso a investire in Data Analytics.

Questi sono gli esiti dello studio commissionato da Microsoft a Ipsos Mori in oltre 20 Paesi europei, dove l’Italia si distingue in positivo per la capacità di gestire il proprio patrimonio informativo aziendale. Non è un caso infatti che già quattro anni fa l’amministrazione Obama avesse deciso di investire 200 milioni di dollari in questo settore.

«Fare tesoro delle informazioni sull’andamento del proprio business sta diventando un fattore sempre più cruciale per la pianificazione delle strategie future e per la crescita – ha spiegato Marco Allegretti Presidente dell’Ordine degli Ingegneri – il fenomeno dei Big Data è ormai pervasivo e aziende di qualsiasi dimensione e settore possono fare affidamento su una quantità sempre crescente di dati provenienti dalle varie funzioni aziendali, ma anche da clienti, fornitori e partner e che possono generare utili aggiunte in termini di valore e di conoscenza oltre che di tendenze di mercato.

Fortunatamente la prerogativa di gestire queste informazioni non sarà a solo vantaggio delle grandi imprese ma anche le piccole e soprattutto le medie imprese potranno avvantaggiarsi di tale utilità e per rendere questi enormi miniere di dati valore e reddito ci sarà bisogno di competenze e soprattutto di ingegneri».

Il corso è stato caratterizzato da interventi seminariali accompagnati da studio di casi e testimonianze e ha visto la partecipazioni di docenti del Politecnico di Torino, dell’Università di Torino, dell’Università del Piemonte Orientale e di consulenti di primarie imprese oltre che di istituzioni nazionali e internazionali come la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Banca Mondiale, Consiglio d’Europa.

«La scuola si è posta l’obiettivo di far conoscere ai professionisti locali e alle istituzioni le importanti implicazioni che tali tecnologie possono avere nella vita odierna – ha precisato il deputato Cristina Bargero in sede di presentazione del corso – L’attenzione ai dati e alle nuove possibilità di fare impresa è alla base delle prospettive di sviluppo dei nostri territori. Proprio in tal senso vanno i provvedimenti che stiamo mettendo in campo con “Industria 4.0” e la collaborazione tra istituzioni e ingegneri è fondamentale».

Diversi sono i relatori che si sono intervallati nella tre giorni ma il comune filo conduttore è stato legato alle prospettive per il territorio locale, sfiorando i settori più svariati, dal turismo all’enologia, dalla tratta di esseri umani alle prospettive del mercato elettrico e di quello residenziale. «Siamo molto contenti di questa iniziativa in collaborazione con l’Università e le istituzioni cittadine – ha chiuso il presidente degli ingegneri Marco Allegretti Presidente Ordine Ingegneri di Asti – abbiamo gettato una pietra nello stagno. Ma essendo uno stagno digitale le onde possono arrivare, come speriamo molto lontano».

Tags: big data,Universita`,ingegneri

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