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Bullismo: l'importante è parlarne

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Articolo pubblicato il 28/02/2017 alle ore 09:49.
Bullismo: l'importante è parlarne 2
Bullismo: l'importante è parlarne (foto web)

Uno dei fenomeni maggiormente sentiti nel mondo dei giovani, in particolare degli adolescenti, è il bullismo.

Quotidianamente attraverso i media vengono diffuse notizie riguardanti questo preoccupante fenomeno. Si tratta di fatti che talvolta sfociano in una estrema drammaticità e che non sono solo titoli da prima pagina, ma qualcosa che pervade sempre di più la realtà giovanile.

Spesso chi è vittima  del bullismo non riesce a parlarne  per vergogna e timore del giudizio altrui e quando il problema si manifesta molte volte è tardi per poter intervenire in modo costruttivo sia sulla vittima sia sul bullo.

Ma che cos’è realmente il bullismo? E' possibile spiegare questo fenomeno ? Come lo vedono i ragazzi? Hanno la reale percezione della drammaticità della condizione di chi lo subisce? 

Tutti conoscono il significato del bullismo,  che si manifesta  quando un adolescente diventa oggetto di prepotenze, continue prevaricazioni,  quando viene  esposto  ripetutamente nel corso del tempo alle azioni offensive dei compagni.

Di solito le vittime sono coloro che hanno problemi fisici o sono particolarmente timidi e hanno difficoltà ad inserirsi nell’ambiente della scuola in particolar modo, ma anche nel proprio quartiere.

Il bullismo può esprimersi in vari modi: più frequente è quello  verbale,  in cui la vittima subisce insulti attraverso appellativi  sgradevoli , seguito da quello fisico, in cui la vittima viene sottoposta a vere e proprie  “torture”. Una forma nuova è rappresentata dal  cyberbullismo,  sviluppatosi negli ultimi anni con l’avvento dei social network. Questi sono utilizzati in maniera estremamente disinvolta dai ragazzi che,  per via della loro immaturità e di una certa superficialità,  non comprendono appieno le conseguenze dei loro atteggiamenti poiché non tengono conto del fatto che la dimensione del pubblico che “prende parte” all’evento  è molto più vasta.

Di solito i ragazzi che compiono atti di bullismo sono anch’essi ragazzi fragili,  con problemi familiari o di relazione, e usano il bullismo per farsi apprezzare e per poter emergere nel gruppo. Forse è questo l‘aspetto meno noto ai coetanei,  che evidenziano  solo il lato “forte” di chi pratica il bullismo.   

Purtroppo  le conseguenze  in chi lo subisce sono estremamente pesanti e spesso difficilissime da superare e richiedono un percorso di recupero dagli esiti incerti. Molto frequentemente  si manifestano con  forme di autolesionismo,  fino ad arrivare ad atti estremi come il suicidio.

La cosa assolutamente più importante da fare, e spesso la più difficile per le vittime,  è confidarsi con un adulto: bisogna parlarne  subito con i genitori o, se si tratta di bullismo subito a scuola, è consigliabile dirlo ai docenti.

I bulli dovrebbero essere puniti, ma al tempo stesso dovrebbero anche essere seguiti affinché possano capire   ciò che hanno fatto ad un loro coetaneo.

La scuola ha un ruolo estremamente importante in questo senso perché, oltre a vigilare, dovrebbe anche   educare i ragazzi alla cultura dell’accettazione e dell’inclusione. Dovrebbe accompagnare tanto  i genitori del bullo quanto quelli della vittima ed aiutare sia le vittime di bullismo sia chi lo commette  a superare le proprie fragilità e a convivere in modo sereno nella comunità dei giovani.

Classe II A:  Alessandra Bussolino, Chiara Civitate, Ginevra Gagliostro, Laura Koci

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