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Bimba cresciuta con offese, minacce, insulti e botte

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Articolo pubblicato il 03/10/2016 alle ore 13:09.
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Bimba cresciuta con offese, minacce, insulti e botte. L'orrore scoperto dai carabinieri

«Stupida immondizia», «ti porto in montagna e ti dò ai lupi», «quel cibo possa essere veleno per te». Sono alcune delle terribili frasi rivolte ad una bambina di dieci anni, emerse dai video registrati con telecamere nascoste in una casa che potremmo definire “degli orrori” dai carabinieri di Canelli che si sono trovati ad affrontare una delicata indagine. In arresto sono finiti il papà della piccola, che chiameremo “Sara”, e la moglie, entrambi macedoni.

Le accuse sono di maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni personali: nei confronti della bambina non solo offese, insulti e minacce, ma anche le botte, con schiaffi, pugni e in qualche caso anche con oggetti contundenti, come un bastone. Il comandante dei carabinieri della Compagnia di Canelli, il capitano Lorenzo Repetto, con accanto i suoi investigatori e il comandante della stazione di Castagnole Lanze, il maresciallo Francesco Simeoni, ha questa mattina, lunedì, illustrato, nel corso di una conferenza stampa al comando provinciale di Asti, i particolari dell’Operazione Cenerentola.

Le violenze nei confronti della bimba sono state documentate dai carabinieri dal mese di maggio fino a poco tempo fa. Era stata l’insegnante di sostegno di “Sara” ad accorgersi di qualcosa che non andava, scorgendo dei lividi sulle sue braccia. I militari castagnolesi hanno svolto i primi accertamenti e l’Aliquota operativa di Canelli ha poi sviluppati le indagini. «Un’indagine complessa anche da un punto di vista emozionale: non è stato facile assistere alle violenze e al disagio vissuti da quella bambina. Monitoravamo la situazione, avevamo bisogno di prove e di chiudere con celerità l’indagine, ma eravamo sempre pronti ad intervenire in caso di necessità», ha detto Repetto.

Mesi di terrore, in attesa di rimproveri, insulti, vessazioni e le botte che la piccola sapeva che sarebbero potute arrivare in qualunque momento. Accanto a lei, trascurata in ogni ambito, dall’alimentazione all’abbigliamento, la sorellastra, undici anni, per la quale l’atteggiamento era assolutamente quello di una normale famiglia, non le veniva fatto mancare nulla, da un punto di vista sia affettivo sia materiale. Padre e matrigna sono stati arrestati alcuni giorni fa ed è così stato interrotto l’inferno in cui quella ragazzina ha vissuto. Entrambe le bambine sono state affidate ad apposite strutture.

Marta Martiner Testa

Tags: carabinieri,maltrattamenti,Castagnole Lanze,asti,infanzia negata

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