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Biblioteca di Asti: pochi soldi, tanti problemi

Inchiesta sullo stato di salute di uno dei pilastri culturali dell'Astigiano

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Articolo pubblicato il 02/10/2016 alle ore 08:39.
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Biblioteca di Asti: pochi soldi, tanti problemi

«Il PD, in Provincia e Comune, pretende decisione nel sostegno formale e progettuale della biblioteca, chiedendo di accelerare la costruzione di un progetto serio in grado di garantire la sostenibilità economica della nostra biblioteca, istituto senza il quale l’Astigiano sarebbe immensamente più povero». Così, a giugno 2011, il sindaco Brignolo e l’allora consigliere provinciale Parodi, oggi assessore comunale, bacchettavano l’amministrazione Galvagno in merito alle scelte gestionali sull’Astense poco prima della nascita della Fondazione (2012). Ora, la sostenibilità economica della biblioteca di Asti non solo è peggiorata, ma, citando Ennio Flaiano, la situazione oltre ad essere grave e anche seria. Con l’abbandono della Provincia dai finanziatori e la crisi degli ultimi anni, la biblioteca stenta a sopravvivere.

Con i soli costi del personale (8 dipendenti, più uno in distacco dagli uffici comunali) che ammontano a circa 300.000 euro annui e un contributo dello stesso Comune di circa 220.000 euro, cui si aggiunge il pagamento delle spese, sempre a carico del Comune, la biblioteca naviga in acque turbolente. Ha già dovuto ricorrere ad un extra fido bancario, ad agosto, per pagare gli stipendi e i contributi previdenziali del personale e anche sul fronte dei finanziamenti della Regione veleggia a vista, con erogazioni che arrivano tardi, in parte, su progetti già cantierati e di cui la biblioteca ha dovuto anticipare le spese.

A rendicontare la grave situazione in cui versa uno dei patrimoni culturali più importanti dell’Astigiano è la consigliera comunale Angela Quaglia che, in un’interpellanza al sindaco Brignolo, stila con dettaglio costi, spese, criticità del bilancio della Fondazione.

I ritardi inaccettabili della Regione

Si viene così a sapere che, dalla Regione, «il contributo 2013 è stato versato solo per metà e solo nel 2015; del contributo 2014 è arrivato circa un terzo della cifra attribuita; nel 2015 sono stati stanziati dalla Regione 57.000 euro, ma non è pervenuto nulla; del 2016 non si sa ancora nulla».

«In teoria la Regione paga per cassa quindi, quando stanzia un finanziamento, dovrebbe avere i soldi già disponibili - spiega la direttrice della biblioteca Donatella Gnetti - Ma, purtroppo, così non è. Abbiamo lavorato nove mesi senza sapere se il nostro lavoro sarà riconosciuto».

«La biblioteca riceve 50.000 euro dalla Fondazione CrAsti che, assieme al Comune, è socio aderente - continua Quaglia - Per le rassegne e i progetti di cui è organizzatrice (Passepartout, Bibliobus) ha ricevuto, nel 2016, 30.000 euro dalla CrAsti e 70.000 dalla CrTorino, ma in gran parte utili anche a coprire le spese di funzionamento generali. Si tratta di contributi erogati su progetti, non continuativi e non certi di anno in anno». La Compagnia di San Paolo finanzia il pagamento dei libri per il progetto “Nati per leggere” dal momento che, in questa situazione, la biblioteca ha estreme difficoltà ad acquistare nuovi libri e altre pubblicazioni. A gennaio la giunta Brignolo aveva deliberato un contributo straordinario di 15.000 euro, per l’acquisto dei mille nuovi testi, soldi sicuramente importanti tenuto conto che, come spiega Quaglia, «nel 2015 la spesa complessiva per i libri è stata di circa 25.000 euro: 4.500 per la piattaforma on line, 6.000 per abbonamenti a giornali e riviste, 11.000 per l’acquisto di libri. La normativa regionale richiederebbe la spesa annua di 0.50 euro per abitante in acquisto libri al Centro rete Biblioteca, ovvero, 35.000 euro per la sola Asti, 100.000 se riferito a tutta la Provincia». Una cifra maggiore di quanto stanziato, ma ancora poca cosa se si considera che il Comune di Cuneo spende circa 1 milione di euro per la sua biblioteca civica.

Non c’è più nulla da adottare

Per cercare di rianimare le casse, la direzione dell’Astense e il CdA della sua Fondazione hanno seguito ogni strada: da adotta uno scaffale, che ha portato circa 90.000 euro, a intitola una sala (circa 80.000 euro di incasso), mercatini dei libri usati (l’ultimo, ad Arti e Mercanti, ha fatto guadagnare 540 euro) fino alla contestata necessità di istituire le tessere a pagamento per il prestito dei libri e che ha portato in cassa circa 25.000 euro.

Ma esaurite le sale, quasi finiti gli scaffali, non resta che intitolare sedie e finestre, oppure trovare mecenati che fino ad oggi sono stati silenti nell’ombra, sponsor, nuovi aderenti alla Fondazione che dovrebbero portare in dote almeno 50.000 euro.

La guerra ai piccioni

Può una biblioteca vivere, o meglio sopravvivere, tra espedienti e speranze?

No, e in effetti ogni occasione diventa un obiettivo da raggiungere. Come il bando di idee promosso dalla catena del “fai da te” OBI che ha premiato la biblioteca e il suo progetto sul “Giardino dei libri”. «Allestiremo davanti all’ingresso un’area molto gradevole, con panchine e gazebo, affinché sia fruibile dai nostri lettori - spiega la direttrice - Il materiale l’abbiamo già, ma essendoci il cantiere al liceo Classico, attenderemo la primavera per sistemare gli arredi».

Una buona notizia, che mitiga una cattiva, quella sulla guerra ai piccioni condotta giorno dopo giorno nel cortile della biblioteca. I piccioni infestanti e i loro escrementi sono un serio problema e un costo enorme perché la biblioteca è costretta a pagare un’impresa di pulizia e disinfestatori in servizio permanente effettivo. Esiste una soluzione, elettrificare parte del tetto, ma costerebbe 15.000 euro, spesa che la Fondazione non può permettersi di sostenere.

La consigliera Quaglia, in calce all’interpellanza, chiede al sindaco se non ritenga sia necessario predisporre, fin dal prossimo bilancio, una cifra congrua di almeno 350.000 euro per la biblioteca, ma anche se non sia il caso di erogare un contributo straordinario per l’acquisto di libri e se non ritenga indispensabile dotarla «di una sala adeguata per la presentazione di libri e/o per lo svolgimento degli incontri di Passepartout al coperto, in modo da evitare il pellegrinaggio degli appassionati da uno spazio all’altro». Perché, inspiegabilmente, nella nuova biblioteca manca uno spazio per organizzare presentazioni o altri eventi, se non in piccolo e nella sala delle “colonne”.

Gli altri progetti

Oggi è difficile pensare che la Biblioteca Faletti, inaugurata a gennaio 2015, possa ritrasferirsi da qualche altra parte, ma in principio l’ipotesi di riaprirla a Palazzo del Collegio fu solo una delle tante. Un progetto prevedeva, infatti, di spostarla nella Palazzina comando dell’ex Caserma Felizzano, a servizio dell’Università, annessa ad una sede per le associazioni culturali e come volano per rilanciare l’intera zona. C’è chi la vedeva più funzionale dentro l’Enofila, uno dei tanti contenitori vuoti che Asti si trascina da anni. Ma i costi di gestione sarebbero stati comunque alti.

Per ora la biblioteca resta dov’è, con tutti i suoi problemi e le sue numerose difficoltà a far quadrare i conti. Si tratta di una partita seria che dovrà essere tra le priorità amministrative del nuovo sindaco di Asti, tanto che i vertici della Fondazione, quando sarà chiara la rosa dei candidati, chiederanno con loro un confronto per capire quali prospettive potranno esserci nei prossimi anni.

La replica dell'assessore Cotto

«Come assessore sono sensibile e in sintonia con la direttrice e la presidente, ma ricordiamoci che la biblioteca di Asti non è comunale, è una fondazione e se il bilancio del Comune resta invariato, non sarà possibile aumentare gli stanziamenti in suo favore». Così l’assessore alla Cultura Massimo Cotto risponde alla consigliera Quaglia, mettendo un paletto in più alle aspettative che i vertici della biblioteca potrebbero avere per il prossimo bilancio. «Quella sulla biblioteca è stata, in questi anni, l’unica voce a non essere stata tagliata rispetto a tutto il resto che è stato massacrato - precisa Cotto - Meno soldi per la stagione teatrale, AstiMusica affidata all’Asp, le poche cose collaterali che si organizzano, come Akamu e Rosebud, non costano praticamente nulla. Se io avessi più soldi sulla Cultura, potrei intervenire, ma non ne ho e non c’è alcun tipo di spreco».

Quindi, il futuro, se non cambiano le cose, non riserva nulla di buono per la biblioteca. «Come assessore non mi sento in colpa, - chiosa Cotto - ma impotente. Stiamo facendo di tutto, e anche di più, ma capisco che quanto fatto sia ancora poco». Stando così le cose, ad oggi, l’unica speranza resta individuare partner privati e altri mecenati disponibili ad investire nella biblioteca. Se ci fossero, possono rivolgersi alla Fondazione nei locali di via Goltieri 3.

Riccardo Santagati

Tags: biblioteca astense,biblioteca,asti,Regione Piemonte,comune di asti,angela quaglia,Massimo Cotto,donatella gnetti

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