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Asl, anche il recupero credito ticket
nella relazione socio sanitaria 2011

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Articolo pubblicato il 14/08/2012 alle ore 07:30.
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Valter Galante con l’assessore regionale alla sanità Monferino
Il contenimento dei costi, rispetto al 2010, per l’acquisto di beni e servizi (farmaci esclusi). Il potenziamento delle attività di controllo relative al recupero del pagamento del ticket per i codici bianchi del Pronto Soccorso (cioè per i casi di minore urgenza) e l’appropriatezza prescrittiva sia da parte dei medici di famiglia (verifica attuata attraverso l’esame delle ricette compilate) sia in ambito ospedaliero. Sono i primi due obiettivi regionali, per il cui raggiungimento il direttore generale dell’Asl At, Valter Galante, ha esposto, nei giorni scorsi, il lavoro compiuto dalla Direzione Generale nell’ambito della relazione socio sanitaria 2011, approvata a larghissima maggioranza dalla Conferenza dei sindaci.

Nello specifico, riguardo il suddetto contenimento dei costi, la riduzione ottenuta dall’Asl è stata di 2,69%, a fronte della soglia minima regionale dell’1%. Rispettata anche l’indicazione di non superare i 42 euro per il costo medio pro capite complessivo, riguardante l’assistenza integrativa e protesica. Tra i dati indicati poi dal direttore generale in merito al secondo obiettivo, quello riferito alla verifica dei codici bianchi per il mancato versamento del ticket (25 euro) nel secondo semestre 2011: 877 i casi accertati, a fronte di 1.081 utenti paganti e di 1.958 esenti.

«Tutti i soggetti inadempienti sono stati invitati a regolarizzare la propria posizione – ha riferito Galante – ma per il futuro bisognerebbe valutare l’opportunità di fare pagare il ticket prima di fornire la prestazione, in modo da evitare all’azienda i costi derivanti dal recupero delle somme non versate». Terzo obiettivo regionale, l’attivazione della funzione di richiamata telefonica (recall) da parte del personale Asl, per verificare la conferma o la disdetta alla visita o esame degli utenti prenotati. Quarto obiettivo, infine, la fruibilità delle prestazioni di radiodiagnostica tradizionale, elettrocardiogramma ed esami del sangue, attraverso la modalità dell’accesso diretto (o tempo zero), consentendo cioè agli utenti di accedere alle prestazioni con l’impegnativa del medico curante, ma senza doversi prenotare al Cup.

I dati che supportano il raggiungimento dell’obiettivo parlano chiaro: 3.487 elettrocardiogrammi assicurati, 223.350 accessi ai punti prelievi di Asti e del territorio. L’accesso diretto alla radiodiagnostica tradizionale è stato pienamente raggiunto all’ospedale di Nizza Monferrato, mentre al Massaia (dove si è dovuto fare fronte a un maggior numero di prestazioni),  sono state garantite nel 2011, a tempo zero, le radiografie al torace per gli esterni e quelle a tutti i segmenti schelestrici per i pazienti di oncologia e ortopedia. Riguardo a una lettura complessiva dell’attività sanitaria astigiana, nel 2011 sono diminuiti i ricoveri ospedalieri (33.558 contro i 38.176 del 2007), anche per effetto di una maggiore risposta con le prestazioni ambulatoriali, aumentate sensibilmente.

Quelle erogate dall’Asl sono state 2.919.999 rispetto a 2.665.900 del 2007. La riduzione della spesa farmaceutica ha raggiunto il 9% (38 milioni di euro il costo complessivo nel 2011), mentre la spesa del personale (che incide per il 34% sul bilancio aziendale totale) è diminuita del 3,6%. Nonostante le restrizioni sugli organici, l’Asl ha avviato nel 2011 nuove attività sul territorio. E’ stata istituita, ad esempio, la figura dell’infermiere di coordinamento, per la presa in carico dei pazienti in dimissione protetta: i 34 operatori in servizio sorvegliano una quarantina di casi a testa. L’impegno infermieristico ha riguardato anche l’avvio di nuovi progetti , come il controllo delle lesioni croniche della cute per i pazienti  a domicilio o in case di riposo, e il potenziamento delle prestazioni. Tra queste, la somministrazione delle terapie ambulatoriali, al Massaia, anche nei giorni festivi.

m.z.

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