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Arresti a Palermo per la rapina alla banca di c.so Savona

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Articolo pubblicato il 05/09/2016 alle ore 15:02.
Arresti a Palermo per la rapina alla banca di c.so Savona 3
Il questore di Asti con gli investigatori della Squadra Mobile che hanno effettuato gli arresti (foto Pletosu)

Quattro arresti e tre obblighi di dimora da parte della polizia di Asti per la rapina alla filiale della banca Intesa San Paolo di corso Savona dello scorso 17 febbraio, che aveva fruttato un bottino di 150 mila euro. Una complessa attività di indagine da parte della Squadra mobile guidata da Loris Petrillo, in collaborazione con i colleghi di Palermo, che si inserisce nel quadro dell’inchiesta che aveva già portato ad altri arresti per la tentata rapina all’ufficio postale, sempre di corso Savona, nel mese di aprile.

In manette sono finiti i palermitani Carmelo Di Marzo, 24 anni, Fabrizio Marchese, 34, ritenuti gli esecutori della rapina; Giuseppe Ingrassia, 34 anni, già in carcere per l’episodio dell’ufficio postale, Pietro Caracappa, 37, anch’egli in carcere per quel tentativo di rapina.

Sono invece stati sottoposti all’obbligo di dimora Rosalia Adamo, 25 anni, palermitana; e Deborah Carpico, 39 anni, astigiana, e Pietro Adamo, 40, palermitano domiciliato ad Asti, a carico dei quali già sussisteva lo stesso provvedimento restrittivo perché ritenuti dagli inquirenti i “basisti” della tentata rapina alla posta. «Un gruppo con base ad Asti e supportato da alcuni «trasfertisti» provenienti dalla Sicilia, dedito a organizzare e mettere a segno furti e rapine in banca e nel caso della rapina all’Intesa san Paolo di Asti, con sequestro di persona. L’indagine, portata avanti con grandi capacità investigative, ha consentito di ricostruire le modalità del colpo messo a segno. La banda effettuava numerosi sopralluoghi, con conseguente scelta degli obiettivi ritenuti più agevoli o facili anche in funzione delle vie di fuga presenti – ha spiegato il Questore Filippo Di Francesco questa mattina (lunedì) nel corso di una conferenza stampa - Una volta in azione gli esecutori materiali, “professionisti” del settore, si dimostravano determinati e reattivi di fronte ad ogni criticità, quale l’attesa con grave rischio di doversi trattenere nell’Istituto di credito per circa un’ora, tempo necessario per l’apertura della cassaforte temporizzata, potendo contare all’esterno sull’appoggio dei complici, sino ad asportare, operando con calma e minuzia, tutto il denaro presente».

È anche stata portata via dai rapinatori la cassetta di videoregistrazione interna della banca, nell’intento di rendere più difficile la loro identificazione. 50 mila telefonate e centinaia di ore di conversazione ascoltate nell’ambito dell’attività di indagine che ha portato all’intervento dei poliziotti astigiani nei quartieri Ballarò e Brancaccio di Palermo.

«Dall’emissione dell’ordinanza cautelare da parte del Tribunale di Asti abbiamo controllato i movimenti dei soggetti colpiti dalle misure e atteso il momento opportuno per intervenire – ha precisato il capo della Mobile Petrillo con accanto i suoi uomini - Di Marzo si trovava in villeggiatura in un noto albergo di Taormina, mentre Marcheseera in vacanza in barca. Al loro rientro sono stati prontamente arrestati».

Quest’ultimo, al momento dell’arresto, ha tentato la fuga, lanciandosi dalla finestra del primo piano di casa, ma è stato bloccato, non senza qualche momento di tensione: uno dei poliziotti della Squadra mobile di Palermo ha dovuto sparare un colpo di pistola in aria, per bloccare la fuga ma anche per allontanare possibili rischi per chi si fosse trovato in strada.

Marta Martiner Testa

Tags: polizia,asti,questura di asti,rapina in banca,arresti,palermo

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