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Albergo rifiuta coppia gay: le reazioni ad Asti

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Articolo pubblicato il 07/08/2017 alle ore 08:30.
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Albergo rifiuta la coppia gay: le reazioni astigiane

La coppia gay originaria di Napoli che qualche settimana fa si è vista rifiutare l'affitto di una casa vacanze in Calabria a causa del proprio orientamento sessuale aveva fatto notizia cavalcando i titoli dei maggiori quotidiani nazionali. Come si ricorderà il gestore aveva giustificato la sua decisione spiegando come nella sua dependance non si accettassero «ne' gay, ne' animali».

Una dichiarazione che, come era prevedibile, ha scatenato un putiferio. Nel gi ro di pochi giorni non soltanto il noto sito di prenotazione on-line Booking.com e TripAdvisor hanno preso le distanze dal titolare che si era reso protagonista del gesto ma anche le numerose associazioni a favore dei diritti delle persone LGBT così come la politica avevano preso posizione condannando la decisione discriminatoria del titolare.

Un polverone che non ha risparmiato il dibattito anche nella nostra provincia. Patrizio Onori, referente dello sportello Nuovi Diritti di Asti, aveva infatti pubblicato sulla pagina del proprio profilo Facebook la notizia condannando apertamente il fatto.

Subito però si è innescata una discussione e, tra i vari intervenuti, vi era chi difendeva il gestore sostenendo come «ciascuno a casa propria possa affittare a chi gli pare».

Un commento condiviso anche da altri utenti.

Al di là dei giudizi morali che un assunto di questo tipo può far sorgere in ciascuno di noi, resta un fatto incontrovertibile: che la legge non dica proprio così.

Per fugare ogni dubbio, considerando che l'Astigiano è fresco di nomina Unesco, che si accinge ad accogliere una clientela internazionale e multiculturale e che un po' ovunque in provincia stanno nascendo case vacanze, affitta camere, agriturismi e B&B abbiamo pensato di fugare ogni dubbio interpellando l'avvocato Maurizio La Matina.

«Il fatto registrato in Calabria è molto grave perché ci troviamo di fronte ad una vera e propria discriminazione in base all'orientamento sessuale – spiega La Matina – Da un punto di vista normativo esistono due decreti legislativi, il 215 e il 216 del 2003, che determinano una parità di trattamento tra i cittadini, riprendendo quanto stabilito dalla nostra Costituzione che condanna ogni forma di discriminazione sulla base del sesso, della religione o dell'orientamento sessuale.

In particolare, uno dei decreti stabilisce la parità di trattamento degli individui nel momento in cui accedono ai servizi.

Ma la norma vale anche per chi eroga il servizio che non può generare alcuna forma di discriminazione».In sostanza non è possibile rifiutarsi di affittare ad una coppia perché omosessuale.E non vale neppure appellarsi ai dettami di una religione, ossia negare la prenotazione in quanto cattolici (o di qualche altra confessione) e a sostegno della “famiglia tradizionale”.«Anche in questo caso non è ammissibile alcuna forma di discriminazione.Chi decide di aprire una struttura ricettiva dovrà accogliere indipendentemente dall'orientamento sessuale degli ospiti» chiarisce La Matina, perché in caso contrario si possono andare in corso a conseguenze giudiziarie.

La “vittima” potrebbe rivolgersi ad un giudice denunciando l'atto discriminatorio per ottenere una sentenza di condanna e il risarcimento del danno morale.

Tags: gay,il caso,diritti civili

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