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A scuola di teatro: sentimenti e legalità

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Articolo pubblicato il 21/04/2016 alle ore 18:49.
A scuola di teatro: sentimenti e legalità 2
Silvia Marengo

Vi è mai capitato di cercare qualcosa, anche di estremamente banale, per tutto il giorno, non ricordandovi dove l’avete messa e di arrabbiarvi per questo tantissimo? Non so, non trovate il cellulare, le chiavi e, mentre rovistate tutta la casa, diventate sempre più furiosi.

A me capita spesso con la penna: l’appoggio da qualche parte, la mamma mi chiama, poi passo ore e ore a cercarla.

 Ora immaginate di fare tutto questo su un palcoscenico: non servono più il cellulare, le chiavi o la penna, ma servono l’immaginazione e la capacità di esprimere i propri sentimenti con i gesti.

È quello che abbiamo imparato con le lezioni di teatro insieme al maestro e attore teatrale Mario Li Santi. E grazie alla sua collaborazione, abbiamo anche realizzato un piccolo spettacolo teatrale da presentare il 18 marzo 2016 in piazza San Secondo per la manifestazione promossa da Libera in ricordo delle vittime di mafia.

 A ogni alunno è stata assegnata una frase tratta dal libro “Per questo mi chiamo Giovanni” del giornalista Luigi Garlando. Il maestro ci ha chiesto di interpretarla esprimendo un sentimento, in questo caso la rabbia. Il nostro spettacolo infatti doveva trasmettere alle persone un insegnamento: “di fronte alla mafia bisogna reagire guardando e parlando senza avere paura.” 

 È stata un’esperienza divertente e significativa. Ognuno ha potuto esprimere con orgoglio e sicurezza ciò che pensava sulla mafia, riflettendo non solo su quello che provoca, ma soprattutto su quello che noi stessi possiamo fare per continuare il lavoro di chi, con coraggio e forza, combatte per la legalità.

Silvia Marengo - Classe 1F

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