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A Incisa si punta su Agers
col “dopo” scuola per ragazzi autistici

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Articolo pubblicato il 15/11/2015 alle ore 07:00.
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Volontari, facilitatori e ragazzi autistici
Dove e come indirizzare i propri figli al termine della scuola superore e in che modo aiutarli a costruire il proprio futuro. Sono quesiti che tutti i genitori si pongono, e non senza una certa ansia, una volta che i propri ragazzi hanno raggiunto il diploma. Per le mamme e i papà dei ragazzi autistici l'interrogativo si fa più pressante, perché se fino a quel momento le istituzioni sono state vicine accompagnando la crescita del giovane in un ambiente protetto quale quello scolastico, con il raggiungimento della maturità ci si trova in una specie di limbo, senza linee guida e senza un aiuto. Che fare, dunque? A dare una risposta ci prova l'Associazione "Agers" di Incisa Scapaccino attraverso il progetto di inclusione sociale "La Porta è aperta", che propone di creare spazi ad hoc dedicati alle attività creative e ludiche dei ragazzi, paralleli a laboratori e corsi di formazione che consentano di formarsi nel mondo della ristorazione e dell'accoglienza turistica.

Maria Grasso, Presidente di Agers spiega: «dopo che un ragazzo affetto da autismo o con disabilità si diploma, per lui e la sua famiglia si apre il vuoto. Non si sa che cosa fare e il futuro è incerto. Noi, proponiamo un luogo di aggregazione creativo, culturale e interattivo, dove i ragazzi saranno protagonisti nella promozione di eventi aperti a coetanei sul territorio, ma anche uno spazio per loro, dove ritrovarsi in gruppo e condividere momenti importanti per la loro autonomia». Per il momento protagonisti dell'iniziativa saranno sei ragazzi astigiani del Canellese ma altre adesioni sono in arrivo. Un contributo prezioso per la realizzazione del sogno di questi ragazzi e delle loro mamme coraggiose è arrivato dall'amministrazione comunale di Fabio Isnardi, il quale ha concesso la gestione degli spazi del Circolo Il Batacchio di via Maestra, che i ragazzi gestiranno autonomamente da febbraio, in un percorso di crescita graduale insieme ai propri educatori e ai professionisti del settore della ristorazione.

In questa struttura saranno quindi realizzate attività di laboratorio che includeranno anche iniziative creative come un laboratorio di cinema, un corso di cucina e di arteterapia, poi presentate ad un pubblico giovane e dinamico, sottoforma di eventi quali mostre, apericena, serate a tema, cineforum. Un progetto ambizioso che potrà contare sull'appoggio dell'Associazione "Bambini delle Fate", tramite la sua campagna "Sporchiamoci le mani", una raccolta di fondi nazionale volta a finanziare progetti di integrazione ed inclusione sociale a sostegno di bambini e ragazzi affetti da autismo e disabilità. Come spiega il responsabile nazionale il dottor Samuel Mazzolin «quello astigiano è il quinto progetto finanziato su scala nazionale». Un'idea germogliata due anni fa e che ora vede sbocciare i primi frutti concreti.

Lucia Pignari

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