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FOTO: San Martino San Rocco - Cibo e gusto: il banchetto dei nobili nel Medioevo

FOTO: San Martino San Rocco - Cibo e gusto: il banchetto dei nobili nel Medioevo

Il banchetto svolgeva un ruolo importante nella vita medievale. Se i contadini dovevano attendere il Carnevale, la Pasqua e il giorno del Santo Patrono per interrompere il rigore dell’alimentazione quotidiana, i nobili potevano invece cogliere ogni occasione familiare, militare o politica. Nei loro banchetti prevaleva la volontà di far mostra dei cibi e dei modi di nutrimento più fastosi (foto Pletosu).
FOTO: Castell'Alfero - Quadri di vita femminile in epoca medievale

FOTO: Castell'Alfero - Quadri di vita femminile in epoca medievale

Nel Medioevo la donna occupava una posizione subordinata rispetto a quella dell’uomo. Poteva contare su un’aspettativa di vita media di poco superiore ai 30 anni. Sin dalla più tenera età veniva istruita alla vita che la aspettava: il matrimonio o in alternativa il convento. Doveva attenersi a uno stile di vita irreprensibile, salvo incorrere nella pubblica riprovazione e in pene molto severe. (foto Pletosu)
FOTO: San Marzanotto - I mille volti della donna nel Medioevo: tra purezza e superstizione

FOTO: San Marzanotto - I mille volti della donna nel Medioevo: tra purezza e superstizione

In epoca medievale la donna è sempre stata considerata fragile e bisognosa di protezione. Fanciulle e dame dei ceti più elevati imparavano a essere perfette padrone di casa. Le donne delle casate astigiane erano conosciute per la loro bellezza, la ricchezza di vesti e gioielli. La popolazione rurale femminile era solita occuparsi della vita familiare e di tutto ciò che ne seguiva. (foto Pletosu)
FOTO: San Damiano - Il culto dei santi protettori nella devozione medievale

FOTO: San Damiano - Il culto dei santi protettori nella devozione medievale

Il corteo rossoblu intende rievocare l’importanza che assunse nel basso Medioevo la devozione per i santi e per i martiri della cristianità, tramandata nei secoli per mezzo delle agiografie, delle leggende auree e dei martirologi. Il patronato di un santo veniva scelto dalle corporazioni, dalle associazioni dei mestieri e da specifiche categorie sociali. (foto Pletosu)
FOTO: Tanaro Trincere Torrazzo - Il valore delle donne nel medioevo dalla Corte di Francia alla Città delle Dame

FOTO: Tanaro Trincere Torrazzo - Il valore delle donne nel medioevo dalla Corte di Francia alla Città delle Dame

“Questa città riunisce tutte le donne”. Così scrive Christine de Pizan agli albori del ’400 ne “La città delle donne”. Si tratta di un progetto utopico che tenta di scardinare dalle fondamenta i principi della tradizione misogina medievale: propone un modo nuovo per osservare il mondo femminile, ricorrendo agli esempi di donne celebrate per scienza e virtù. (foto Pletosu)
FOTO: Don Bosco - Jacopo da Varagine, Sant’Orsola e le undicimila vergini

FOTO: Don Bosco - Jacopo da Varagine, Sant’Orsola e le undicimila vergini

Narra la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine che Orsola, chiesta in sposa da un principe pagano ma consacrata a Dio, chiese tre anni di tempo per raggiungere il marito. Insieme ad undicimila vergini giunse infine a Colonia. Il sovrano fece uccidere le giovani, ma promise salva la vita a Orsola se lo avesse sposato. La principessa rifiutò e fu costretta a subire il martirio. (foto Pletosu)
FOTO: Canelli - Asti, contea di santi e di beati: Enrico Scarampi

FOTO: Canelli - Asti, contea di santi e di beati: Enrico Scarampi

Il beato Enrico Scarampi nacque tra il 1354 ed il 1355 da Uddone Scarampi, signore di Cortemilia, nelle terre della Contea di Asti, secondo alcuni studiosi in un castello nella zona di Canelli. Uomo di scienza e virtù, ricevette delicati incarichi da papi e principi. Nel 1396 divenne vescovo di Acqui e nel 1406 passò alla diocesi di Feltre e Belluno (foto Pletosu).
FOTO: Cattedrale - La Fortuna e le sue rappresentazioni allegoriche

FOTO: Cattedrale - La Fortuna e le sue rappresentazioni allegoriche

Il caso, l’imprevedibilità, la mutevolezza del destino umano da sempre trovano espressione nella Fortuna, ritratta già dall’epoca romana come una fanciulla cieca che reca in una mano il globo terrestre e nell’altra la cornucopia. La Fortuna conosce, ma non rivela, ciò che riserva il futuro, ama gli audaci, i forti, i tenaci, ma non la prudenza, la preoccupazione, la pigrizia, l’ingratitudine (foto Pletosu).
FOTO: San Lazzaro - Rex enim est iustum: il De Ludo Scachorum di Fra Jacopo da Cessole

FOTO: San Lazzaro - Rex enim est iustum: il De Ludo Scachorum di Fra Jacopo da Cessole

Nel medioevo il gioco degli scacchi conobbe una straordinaria diffusione. L’opera più importante sul gioco fu il trattato del frate domenicano Jacopo da Cessole noto come Liber de moribus hominum et officiis nobilium super ludo scachorum. L’autore si serve della scacchiera per allestire una rappresentazione allegorica della società medievale (foto Pletosu).
FOTO: Moncalvo - Il putridarium e le suore non sepolte

FOTO: Moncalvo - Il putridarium e le suore non sepolte

I riti funebri da sempre confortano l’uomo alleviando il timore della morte e, nel Medioevo, la cultura monastica iniziò a cristianizzarli. Uno di questi era legato al putridarium: una cripta al di sotto delle chiese, ove i cadaveri di frati o monache erano posti in nicchie su appositi sedili-colatoio. Anche nei territori monferrini nel XV secolo sono attestate chiese dotate di putridarium (foto Ago).
FOTO: Baldichieri - Curarsi nel medioevo tra antiche sapienze e concezioni filosofiche

FOTO: Baldichieri - Curarsi nel medioevo tra antiche sapienze e concezioni filosofiche

Baldichieri mette in scena la medicina ufficiale medievale, fondata sul principio dei quattro elementi: aria, terra, acqua, fuoco. A questa concezione filosofica faceva riscontro un’attività di pratica chirurgica affidata a figure minori come barbieri e norcini. Costoro non avevano, invece, alcun ruolo nel parto, dove la partoriente veniva aiutata solo dalla levatrice (foto Ago).
FOTO: San Secondo - L'osservazione del cielo fra paure e curiosità

FOTO: San Secondo - L'osservazione del cielo fra paure e curiosità

Nel Medioevo, tra il popolo, ogni alterazione relativa all’aspetto consueto del cielo provocava paure e suggestioni profonde. Per secoli queste manifestazioni celesti sono state considerate presagi di eventi terribili e funesti. Il Rione San Secondo rappresenta lo stupore di uomini e donne che, in Piazza dei Guttuari, attendevano l’apparizione di portentosi eventi (foto Ago).