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FOTO: Crociera La Nuova Provincia, da La Spezia a Barcellona

FOTO: Crociera La Nuova Provincia, da La Spezia a Barcellona

Mentre su Asti calano i primi freddi, i crocieristi a bordo della MSC Divina si godono il sole del Mediterraneo. Dopo la partenza da La Spezia, le prime tappe del viaggio li hanno portati a Cannes, Palma de Maiorca e Barcellona. Ecco le foto del diario di bordo
FOTO: Arti e Mercanti, un tuffo nel Medioevo all'ombra della Torre Rossa

FOTO: Arti e Mercanti, un tuffo nel Medioevo all'ombra della Torre Rossa

Sabato e domenica nel tratto Ovest di corso Alfieri si è tenuta la XVI edizione di "Arti e Mercanti", organizzato da Cna. Bancarelle artigianali vendevano ai visitatori oggetti in legno, ceramica, accessori in pelle, giocattoli "del tempo", mentre lungo corso Alfieri si potevano acquistare una grande varietà di generi alimentari, tutti preparati secondo la tradizione (foto Ago)
FOTO: Il Carroccio - Simbolo delle libertà comunali

FOTO: Il Carroccio - Simbolo delle libertà comunali

Simbolo delle libertà comunali, rappresenta gli antichi carri da guerra. Sfila in coda al gruppo del Comune ed è scortato dal Capitano del Palio e dal suo seguito a cavallo, chiudendo il corteo. Al traino di tre coppie di buoi, porta le insegne cittadine, tra cui il Palio. E’ difeso da armigeri in rappresentanza dei 21 Rioni e Comuni partecipanti all’evento (foto Pletosu).
FOTO: Torretta - Il giuramento dei mestieri

FOTO: Torretta - Il giuramento dei mestieri

Ogni anno, in Asti, le associazioni dei mestieri giuravano impegnandosi al rispetto degli standard qualitativi previsti dagli Statuti comunali. Si trattava di un obbligo per i collegi dei medici, degli speziali, dei mercanti e dei cambiavalute e per le associazioni (societates) dei pellicciai, beccai, sarti, calzolai, orafi, fabbri, tessitori, tavernieri, fornai, panettieri e muratori (foto Pletosu).
FOTO: San Silvestro - Il cibo e la tavola ai tempi di Valentina Visconti

FOTO: San Silvestro - Il cibo e la tavola ai tempi di Valentina Visconti

San Silvestro, nell’anno dedicato all’EXPO e all’alimentazione, propone curiosità e aneddoti sul cibo e la tavola dei nobili del Castelvecchio e del popolo delle taverne e delle botteghe adiacenti a Porta San Gaudenzio e Porta San Michele. Un viaggio tra galateo, gusti ed eccellenze enogastronomiche che resero celebre Asti e la Corte Viscontea (foto Pletosu).
FOTO: San Martino San Rocco - Cibo e gusto: il banchetto dei nobili nel Medioevo

FOTO: San Martino San Rocco - Cibo e gusto: il banchetto dei nobili nel Medioevo

Il banchetto svolgeva un ruolo importante nella vita medievale. Se i contadini dovevano attendere il Carnevale, la Pasqua e il giorno del Santo Patrono per interrompere il rigore dell’alimentazione quotidiana, i nobili potevano invece cogliere ogni occasione familiare, militare o politica. Nei loro banchetti prevaleva la volontà di far mostra dei cibi e dei modi di nutrimento più fastosi (foto Pletosu).
FOTO: Castell'Alfero - Quadri di vita femminile in epoca medievale

FOTO: Castell'Alfero - Quadri di vita femminile in epoca medievale

Nel Medioevo la donna occupava una posizione subordinata rispetto a quella dell’uomo. Poteva contare su un’aspettativa di vita media di poco superiore ai 30 anni. Sin dalla più tenera età veniva istruita alla vita che la aspettava: il matrimonio o in alternativa il convento. Doveva attenersi a uno stile di vita irreprensibile, salvo incorrere nella pubblica riprovazione e in pene molto severe. (foto Pletosu)
FOTO: San Marzanotto - I mille volti della donna nel Medioevo: tra purezza e superstizione

FOTO: San Marzanotto - I mille volti della donna nel Medioevo: tra purezza e superstizione

In epoca medievale la donna è sempre stata considerata fragile e bisognosa di protezione. Fanciulle e dame dei ceti più elevati imparavano a essere perfette padrone di casa. Le donne delle casate astigiane erano conosciute per la loro bellezza, la ricchezza di vesti e gioielli. La popolazione rurale femminile era solita occuparsi della vita familiare e di tutto ciò che ne seguiva. (foto Pletosu)
FOTO: San Damiano - Il culto dei santi protettori nella devozione medievale

FOTO: San Damiano - Il culto dei santi protettori nella devozione medievale

Il corteo rossoblu intende rievocare l’importanza che assunse nel basso Medioevo la devozione per i santi e per i martiri della cristianità, tramandata nei secoli per mezzo delle agiografie, delle leggende auree e dei martirologi. Il patronato di un santo veniva scelto dalle corporazioni, dalle associazioni dei mestieri e da specifiche categorie sociali. (foto Pletosu)
FOTO: Tanaro Trincere Torrazzo - Il valore delle donne nel medioevo dalla Corte di Francia alla Città delle Dame

FOTO: Tanaro Trincere Torrazzo - Il valore delle donne nel medioevo dalla Corte di Francia alla Città delle Dame

“Questa città riunisce tutte le donne”. Così scrive Christine de Pizan agli albori del ’400 ne “La città delle donne”. Si tratta di un progetto utopico che tenta di scardinare dalle fondamenta i principi della tradizione misogina medievale: propone un modo nuovo per osservare il mondo femminile, ricorrendo agli esempi di donne celebrate per scienza e virtù. (foto Pletosu)
FOTO: Don Bosco - Jacopo da Varagine, Sant’Orsola e le undicimila vergini

FOTO: Don Bosco - Jacopo da Varagine, Sant’Orsola e le undicimila vergini

Narra la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine che Orsola, chiesta in sposa da un principe pagano ma consacrata a Dio, chiese tre anni di tempo per raggiungere il marito. Insieme ad undicimila vergini giunse infine a Colonia. Il sovrano fece uccidere le giovani, ma promise salva la vita a Orsola se lo avesse sposato. La principessa rifiutò e fu costretta a subire il martirio. (foto Pletosu)
FOTO: Canelli - Asti, contea di santi e di beati: Enrico Scarampi

FOTO: Canelli - Asti, contea di santi e di beati: Enrico Scarampi

Il beato Enrico Scarampi nacque tra il 1354 ed il 1355 da Uddone Scarampi, signore di Cortemilia, nelle terre della Contea di Asti, secondo alcuni studiosi in un castello nella zona di Canelli. Uomo di scienza e virtù, ricevette delicati incarichi da papi e principi. Nel 1396 divenne vescovo di Acqui e nel 1406 passò alla diocesi di Feltre e Belluno (foto Pletosu).